Ferie finite, Sevel riparte Tornano al lavoro in 6mila

23 Agosto 2020

Nei quindici giorni di fermo collettivo fatte manutenzioni e sanificazioni Incontro dei sindacati, la prossima settimana, con il comitato tecnico Covid

ATESSA. Dopo due settimane di ferie la Sevel riapre, da domani, i cancelli. Oltre seimila dipendenti torneranno sulle catene di montaggio nel più grande stabilimento d'Europa per la realizzazione di veicoli commerciali leggeri e quasi l'unico, nel panorama dell'industria automotive nazionale, a non aver subito particolari e drammatici contraccolpi dopo oltre 40 giorni di lockdown da Covid-19. La produzione viaggerà infatti da subito a ritmi di oltre mille furgoni al giorno. Già a luglio, e poi anche ad agosto, erano stati programmati due giorni di straordinario al mese. Ad inizio luglio erano state invece annunciate 50 assunzioni con contratto di somministrazione, 111 contratti in scadenza trasformati in staff-leasing e 100 trasfertisti in arrivo da Pomigliano. Aumenta, oltre al gradimento stabile del mercato per i veicoli commerciali leggeri, anche il settore delle basi camper. E quest'anno è partita la sfida dell'E-Ducato, il furgone completamente elettrico lanciato da Fca e che sarà prodotto interamente in Sevel.
L'autunno quindi sarà "caldo" dal punto di vista lavorativo. In queste settimane di fermata collettiva la fabbrica dei furgoni Ducato, Jumper e Boxer ha approfittato per effettuare delle manutenzioni ordinarie nel reparto lastratura e ulteriori sanificazioni come prescritto dalla normativa anti-Covid. Lo stabilimento Sevel era stato il primo a ripartire dopo il lockdown e, tra tutte le fabbriche della galassia Fca, capofila nell'adottare il protocollo anti-Covid. Ma i dati recenti sul ritorno dei contagi ai numeri di maggio pesano sul futuro dello stabilimento e sullo spettro di un nuovo lockdown.
«L'allerta resta alta», spiega Amedeo Nanni, coordinatore Sevel per Fim Abruzzo e Molise, « in Sevel sono state adottate fin da subito tutte le misure di sicurezza, ma bisogna saper fronteggiare una eventuale nuova ondata. Per questo la settimana prossima è previsto un nuovo incontro con il comitato tecnico Covid. Rimaniamo attenti, ma l'invito», prosegue Nanni, «è quello di non dar seguito a voci e allarmismi. Nei giorni scorsi si era dato il via alla sanificazione di una fabbrica dell'indotto Sevel, la Tva, per via di un dipendente inizialmente positivo, ma poi risultato negativo ai successivi due tamponi». «Sevel è una garanzia per questo territorio», interviene Gianluca Gagliardi, Fismic Chieti, «l'unica fabbrica che sta lavorando a pieno ritmo e che assume. Chiediamo di proseguire nell'attenzione al territorio con nuove assunzioni e di stabilizzare i contratti precari». «Si apre la nuova scommessa del Ducato elettrico», sottolinea Nicola Manzi, Uilm Chieti e Pescara, «e con essa anche quella di un indotto a km 0 per la componentistica. Dopo la perdita della commessa alla San Marco auspichiamo che la casa madre ci ripensi e scelga una fabbrica della Val di Sangro o abruzzese». «I ritmi di lavoro si preannunciano già molto alti e con il caldo e i dispositivi di sicurezza diventa difficile sostenerli», rimarca invece Alfredo Fegatelli, Fiom Chieti, «sottoporremo il problema dei carichi di lavoro alla direzione aziendale».