Ferie ridotte nelle imprese per recuperare gli ordini

31 Luglio 2020

Gli operai si preparano a fare i sacrifici per sostenere la produzione dopo il Covid La Rana (AssoVasto): «Un agosto atipico, ma dobbiamo lottare contro la crisi»

VASTO. Fabbriche aperte ad agosto e ferie scaglionate e contestuali alla cassa integrazione. Dopo l’emergenza coronavirus, che ha causato molti problemi alle imprese del territorio, i colossi provano a riconquistare quanto perso e l’indotto è pronto a fare sacrifici per riprendere gli ordinativi che i Paesi dell’Est europeo hanno portato via durante il lockdown. Tante le piccole aziende che non chiuderanno o lo faranno solo nei giorni a cavallo di Ferragosto. Diversi gli imprenditori che ne hanno parlato con i sindacati e che ora sono pronti a riboccarsi le maniche. «Sarà un agosto di lavoro, un agosto atipico», conferma Giuseppe La Rana, direttore di AssoVasto, l’associazione industriali del Vastese, «la realtà industriale è in forte crisi ma abbiamo registrato con sollievo una pioggia di ordinativi che lascia sperare».
Da Punta Penna a Piana Sant’Angelo passando per la zona industriale della Val Sinello, le saracinesche delle fabbriche ad agosto resteranno alzate. «Anche nella zona industriale di Gissi», conferma Emilio Di Cola, segretario provinciale della Cgil, «le aziende cercheranno di ridurre i danni devastanti della crisi con il lavoro estivo. Del resto, in Germania, si è sempre lavorato ad agosto e il Vastese deve recuperare gli ordinativi che nei mesi critici erano andati in Polonia o nei Paesi dove la produzione non si era fermata».
La Denso Manufacturing non si fermerà oggi. Il colosso metalmeccanico lavorerà la prima settimana di agosto e anche l’ultima. Contestualmente sarà fatta la cassa integrazione. La Pilkington varierà la pausa estiva da linea a linea tenendo conto anche della cassa integrazione. Lo stabilimento satellite della Primo si ferma invece oggi e ripartirà il 17 agosto. «Il momento è delicato», dice Primiano Biscotti, segretario provinciale della Cisl, «il settore automobilistico è quello che ha risentito maggiormente della crisi provocata dal Covid. Denso, anche nel resto del mondo, vive la stessa situazione». Quasi tutte le aziende dell’indotto Fiat dovranno lavorare qualche settimana, proprio come lo stabilimento di Mirafiori aperto anche ad agosto, seppur non a pieno regime, per la produzione della 500 elettrica.
L’idea delle fabbriche aperte anche ad agosto è stata appoggiata da Confindustria, ma è condivisa dai sindacati. Ci sono settori, come quello delle forniture scolastiche, che inevitabilmente devono lavorare in questo periodo prima della riapertura delle scuole il 14 settembre. Il lasso di tempo per produrre ciò che il governo chiede è ridotto e bisogna rimboccarsi le maniche. «Bene alle ferie scaglionate», dice Di Cola, «quello che è prioritario è che dopo agosto ci sia lavoro. Il diktat è recuperare la produttività persa e riportare la serenità in tante famiglie».
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