Fermata la riconversione della Honeywell
ATESSA. Tutto fermo a causa del Covid-19. È al momento sospesa la riconversione industriale dell’ex Honeywell da parte della multinazionale cinese dell’acciaio Baomarc. La reindustrializzazione, che...
ATESSA. Tutto fermo a causa del Covid-19. È al momento sospesa la riconversione industriale dell’ex Honeywell da parte della multinazionale cinese dell’acciaio Baomarc. La reindustrializzazione, che già aveva subito notevoli ritardi a causa di lungaggini burocratiche, era partita alla fine di gennaio con i colloqui al personale da reintegrare. Ma il virus ha bloccato tutto. Si è rimasti fermi ai due terzi dei colloqui per poi dover improvvisamente arrestare tutto date le misure di distanziamento sociale previste dai vari decreti governativi.
La Baomarc avrebbe dovuto cominciare a trasferire i macchinari nello stabilimento della ex Honeywell proprio in questo periodo, tra aprile e maggio. Una volta trasferiti i macchinari ed effettuati tutti i colloqui, si sarebbe dato il via alle assunzioni. A seguire, un periodo di prova che sarebbe stato effettuato però nello stabilimento di Lanciano, per poi occupare a pieno regime quello di Atessa. Attualmente, tra gli ex dipendenti Honeywell, a una cinquantina di loro è già scaduta la Naspi, nuovo ammortizzatore sociale, mentre per circa altri 150 la misura scade a maggio. La situazione è drammatica. Molti ex lavoratori della fabbrica dei turbocompressori avevano trovato lavoro in altre aziende che, tuttavia, a causa del dilagare del contagio e delle misure restrittive per le fabbriche che non producono beni primari, si sono viste costrette a non confermare i contratti a termine. L’unica speranza per la Baomarc è veder ripartire la Sevel. Lo stabilimento del Ducato infatti è stata una delle principali ragioni che hanno motivato la riconversione. Sevel, prima di altri stabilimenti del comparto automotive, potrebbe riavviare le linee produttive grazie all'alto numero degli ordinativi in sospeso. (d.d.l.)
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