Fermi produttivi ex Sevel, ultimo recupero

Fca Italy, domenica al lavoro per tornare in linea con la pianificazione bloccata da carenza di materiali
ATESSA. Quarto turno di recupero per lo stabilimento Fca Italy. È quanto ha comunicato ieri la direzione aziendale al comitato esecutivo delle rsa (rappresentanti sindacali aziendali) per domenica 16 aprile con la programmazione del recupero produttivo al turno C notturno per riprendere la produzione dei veicoli persi a causa del fermo dello scorso 16 febbraio per carenza di materiali di fornitura. E con il turno di domenica, si completa l’intera giornata produttiva persa il 16 febbraio, essendo stati recuperati nelle scorse settimane anche il turno A e il turno B centrale.
Nell’ultimo mese di marzo la direzione aziendale, a fronte di una buona situazione della fornitura di componentistica, ha potuto programmare i recuperi, consapevole tuttavia che la crisi dei semiconduttori e microchip è ancora lontana dall’essere superata. All’attivo mancano allo stabilimento altri tre recuperi dal momento che il resto delle giornate lavorative saltate per causa di forza maggiore, come ad esempio una intera settimana su tutti e tre i turni persa a gennaio e altri giorni a febbraio, sono stati coperti da cassa integrazione.
Sabato scorso per il solo reparto Ckd della lastratura sono saltati il secondo e terzo turno che però sono stati coperti da par (permessi) collettivi. In questo periodo, che per alcune settimane non ha visto fermate improvvise, lo stabilimento ex Sevel produce circa 1.050 furgoni al giorno, una media sensibilmente più bassa rispetto ai periodi di capienza massima dei volumi produttivi dove si arrivava a realizzare anche 1.200 veicoli al giorno. Ma per la ex Sevel l’unico problema restano le forniture.
La domanda del mercato europeo dei veicoli commerciali leggeri resta alta e si cerca di smaltire, anche senza il ricorso ai 18 turni che erano stati introdotti nel maggio del 2021 per sopperire all’ondata di ordinativi, le numerose richieste. Il ritorno ai 15 turni era avvenuto sempre nel 2021 nel giro di pochi mesi a seguito dell’esplosione del chip crunch, la crisi globale della fornitura di materiale elettrico che potrebbe durare ancora per tutto il 2023.
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