Ferragosto senza eventi «Chieti mai così vuota»

Pochi turisti e negozi in affanno: «Sbagliata la programmazione»
CHIETI. Chieti a Ferragosto? «Neanche a parlarne, un mortorio», rispondono gli abituali frequentatori di corso Marrucino. Anche se la versione non è unanime. C’è infatti qualche voce fuori dal coro, che vede la città, nonostante tutto, «più bella che mai. Tranquilla e riposante».
Certo è che, tra pareri negativi e positivi, ciò che sembra emergere è che Chieti risulta più vuota degli altri anni. Nonostante la presenza di qualche turista. Che, però, può sentirsi più sperduto che mai in giro senza un punto informativo cui potersi rivolgere e anche con pochi bar aperti dove fermarsi per trovare ristoro. Saracinesche chiuse, niente servizi igienici pubblici e pure musei pubblici sbarrati, come il “Barbella” che ha annunciato lo stop proprio nella settimana a cavallo del Ferragosto. La musica non cambia anche alla sera. Nessuna manifestazione se non quelle organizzate dallo storico Caffè Vittoria, uno dei pochi bar a restare aperto anche nella giornata del 15.
«È come se il divertimento si fosse spostato tutto sulla costa, a Pescara e Francavilla», dice il giornalista Ugo Iezzi, «qui non c’era nulla. Tutto chiuso, anche i bar, erano pochissimi quelli rimasti aperti».
«Noi sia a Ferragosto che nelle giornate precedenti abbiamo organizzato diversi spettacoli serali», dice Gabriella D’Orazio del Caffè Vittoria. Ieri sera, infatti, si sono esibiti i Blue Leaves, la notte di Ferragosto c’era la cover dei Pooh, il 14 quella di Biagio Antonacci e sabato prossimo ci sarà il duo di Emanuela Fanciulli e Mario Pompilio. «Per noi è stato certamente un grosso sforzo rimanere aperti e proporre anche un intrattenimento serale», dice ancora la D’Orazio, «poi quest’anno c’era pochissima gente. Credo di non aver mai visto la città così vuota a metà agosto. Colpa anche della programmazione degli eventi comunali, a mio avviso fatta male: hanno raggruppato le poche manifestazioni organizzate in un unico periodo e poi il vuoto. La verità è che come commercianti ci sentiamo abbandonati a noi stessi».
Se la prende con l’amministrazione comunale anche Adriano Cucchia proprietario di un altro storico esercizio commerciale di corso Marrucino, la gelateria La Glacia. «Noi non solo siamo rimasti aperti il 15, ma anche il 16 che era il nostro giorno di riposo», ha detto, «lo abbiamo fatto come servizio alla cittadinanza e ai turisti, per far sì che non trovino una città allo sbando. Da tempo, non solo con questa amministrazione ma anche con le precedenti, sto portando avanti una battaglia per far sì che ci siano bagni pubblici funzionanti. Quando arriva qualche pullman di turisti, e nonostante tutto ne arrivano, la prima cosa che dovrebbe trovare chi scende dal bus sono i servizi igienici. Non è possibile che non ve ne siano. Ed è una vera e propria vergogna per una città che vuole essere una meta turistica. Ecco, vede, io ho anche i biglietti degli autobus, sempre per venire incontro ai visitatori che arrivano in una città senza servizi».
In piedi, con il casco della motocicletta in una mano e il cellulare nell’altra, intento a scattare una foto alla cattedrale di San Giustino, un turista arrivato da Como per una «toccata e fuga in città», guardava con ammirazione la cattedrale ma si lamentava del fatto di aver trovato pochi bar con i tavolini fuori dove potersi sedere un momento. Si era immaginato che a Chieti ce ne fossero molti di più.
Ma c’è anche chi, a passeggio per la città, riesce a coglierne sempre di più la bellezza. L’ex presidente della Regione, Giovanni Pace, è tra questi: «Ho passato il Ferragosto a Chieti», dice, «che per me diventa sempre più bella. Qualcuno la definisce sonnolenta, ma è questione di termini. Per me è riposante. Sono stato alla villa comunale, la Casina dei Tigli nel pomeriggio era aperta e la villa si mostrava in tutto il suo splendore». Insomma, città promossa, per Pace, «nonostante qualche disattenzione», ci tiene però a precisare.
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