Ferrara apre la sede e il Pd lancia l’appello ai ribelli: stiamo uniti

Il segretario cittadino Di Giovanni prova a ricucire lo strappo «No a Di Iorio: è un avversario e rappresenta la destra»
CHIETI. Il candidato sindaco del centrosinistra Diego Ferrara è pronto a inaugurare la sua prima sede elettorale e il suo partito smorza i toni della polemica e lancia un appello ai fuoriusciti perché tornino indietro sui propri passi. L’appello è indirizzato a tutto il gruppo formato, tra gli altri, dall’ex sindaco Francesco Ricci, dall’ex segretario di circolo Luca Caratelli, dagli ex consiglieri comunali Gabriele Salvatore e Marco Marino, e da storici militanti come Pierluigi Barone, Luciano De Liberato e Matteo Sansone. A parlare è il segretario cittadino del Partito democratico, Filippo Di Giovanni. La sua gestione del Pd teatino è stata aspramente criticata e non solo in relazione alla scelta della candidatura a sindaco di Ferrara. I contrasti sono molto più vecchi. Ma Di Giovanni decide di non affondare il coltello nelle ferite e, dopo la prima dura replica a caldo del giorno precedente, adesso lancia un messaggio conciliante: «Dopo aver appreso con amarezza della volontà di alcuni amici di rassegnare le dimissioni dagli incarichi rivestiti nel partito cittadino», dice, «l’auspicio e l’appello che faccio nella mia qualità di segretario dell’unione comunale è quello che possano tornare sui propri passi. Rimango convinto che chi, in questi anni, ha dato il suo contributo a scrivere pagine di storia del centrosinistra teatino debba trovare lì la sua collocazione. Una collocazione critica magari, ma sempre improntata all’osservanza di quei principi e quei valori nei quali tutti ci siamo in questi anni riconosciuti. L’appello è a rimanere comunque tutti insieme», rimarca Di Giovanni, «poiché non possiamo dimenticare le nostre storie, da dove veniamo e quante battaglie abbiamo fatto insieme contro chi oggi si ripropone ancora mascherato da “nuovo”, ma in realtà rappresenta il peggior passato della storia della destra teatina. Cari amici quelli sono gli avversari, non i compagni del Partito democratico».
Il candidato sindaco Ferrara ha invece deciso di non commentare, almeno per il momento, la scelta dei fuoriusciti di appoggiare Di Iorio. Ha solo fatto sapere che questa scelta ha provocato in lui grande amarezza e difficoltà. Anche perché, nel periodo pre-Covid, il suo nome come possibile candidato sindaco era stato lanciato proprio dal gruppo che adesso l’ha abbandonato. Una scelta, dunque, che dal suo punto di vista è difficile da capire e spiegare. (a.i.)

