Ferrara: Ciapi, la Regione tuteli i dipendenti

26 Maggio 2021

Ancora bloccati il tfr e le mensilità arretrate, il Comune scende in campo al fianco dei lavoratori

CHIETI. Dando seguito all’ordine del giorno fatto approvare dalla consigliera Giulia De Gregorio, il Comune scende in campo a difesa del Ciapi. L’ente di formazione che la Regione ha messo in liquidazione vede ora i pochi dipendenti rimasti in grave difficoltà: nonostante i decreti ingiuntivi, non riescono a ottenere tfr e mensilità arretrate dalla Regione e ora il commissario liquidatore ha anche sbarrato loro le porte della sede di viale Abruzzo.
«Sul Ciapi la Regione deve assumere il ruolo di garanzia e di tutela dei lavoratori, ruolo che fino ad oggi non ha svolto», dicono il sindaco Diego Ferrara e la consigliera De Gregorio, che nell’ordine del giorno aveva impegnato il Comune a vigilare sul destino del Ciapi e soprattutto dei lavoratori. «È indispensabile un segnale concreto di attenzione sia nel rispetto della storia di questo organismo, soprattutto nei confronti dei dipendenti rimasti, ai quali il commissario liquidatore, dopo mesi di inerzia amministrativa, in questi giorni ha d’improvviso sbarrato le porte, non permettendo l’accesso né ai lavoratori, né al direttore generale, Paolo Cacciagrano. Si tratta di un’azione che va subito sottoposta al controllo della Regione, perché, ci riferiscono, sarebbe stata condotta anche con personale non nominato dalla Regione, che non si capisce a che titolo possa avere accesso ai documenti. Riteniamo che al danno della liquidazione dell’ente non si possa aggiungere la beffa della serrata degli uffici, che figura come l’ennesima umiliazione che questi lavoratori non meritano, un personale che va tutelato non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello della dignità e della professionalità, come stabilisce la normativa del diritto del lavoro».
I dipendenti rimasti sono meno di una decina, e al Comune ricordano ancora quando nel 2000, 67 persone provenienti da altri enti chiusi sono state assunte dal Ciapi con un accordo siglato da Regione, Province e sindacati, che prevedeva che queste professionalità dovevano solo transitare nel centro di formazione per poi essere ricollocate nei centri per l’impiego. «Per il Ciapi, di completa proprietà della Regione», sottolineano sindaco e consigliera, «è invece mancata la volontà della Regione, che continua inoltre a fare opposizione a decreti ingiuntivi per le spettanze dei lavoratori, a fronte di sentenze del tribunale di Chieti che la condannano al pagamento dei dipendenti».