Ferrara dal cuoco ferito a colpi di pistola

Il sindaco in casa di Yelfry: «È stato emozionante vederlo sorridere e ora non lo lasceremo solo»
CHIETI. Un bentornato speciale, quello tributato dal sindaco Diego Ferrara a Yelfry Rosado Guzman, il cuoco 23enne ferito a colpi di pistola lo scorso 10 aprile nel locale di Pescara dove lavorava. Il giovane vive a Chieti con la mamma. Il sindaco ieri è andato a trovarli nella loro casa di Madonna degli Angeli. «È stato emozionante vederlo tornare a sorridere dopo tutti gli sforzi che ha dovuto e deve fare per risollevarsi», ha detto Ferrara, «l’amministrazione farà ora il possibile per venire incontro alle sue mutate condizioni di vita, che richiedono un alloggio senza barriere, affinché Yelfry possa tornare a muoversi, ci auguriamo, il più liberamente possibile. La comunità teatina, oltre che dominicana, è molto vicina alla famiglia, lo sarà anche il Comune, per quanto sarà possibile. Onore al coraggio di questa famiglia e alla grande forza di un concittadino davvero speciale».
Domenica scorsa Yelfry ha fatto la sua prima uscita pubblica. È stato nella chiesa di San Domenico, in corso Marrucino, dopo 8 mesi trascorsi in ospedale prima a Pescara e poi a Sulmona dove sta continuando il percorso di riabilitazione motoria per riavere l’uso delle gambe. Il giovane è sopravvissuto a 5 colpi di pistola il 10 aprile scorso, mentre era al lavoro nel ristopub Rustì di piazza Salotto, a Pescara; a sparare era stato Federico Pecorale, 29enne di Montesilvano, arrestato a poche ore dal fatto e detenuto nel carcere di Viterbo con l’accusa di tentato omicidio. Pecorale, che ha chiesto il rito abbreviato, avrebbe sparato perché insoddisfatto degli arrosticini che stava mangiando, considerati troppo poco salati. Era il giorno della domenica delle Palme.
«Sono andato a messa per ringraziare Dio di essere vivo», aveva detto domenica Yelfry, «l’ho pregato di farmi tornare a camminare. Non odio nessuno, rivoglio solo la mia vita di un tempo quando ero un ragazzo felice e spensierato col mio lavoro e le persone che amo, intorno a me».
Yelfry è tornato a casa da mamma Melani e i fratelli, e dal figlioletto di 3 anni che riabbraccia dopo mesi di soli contatti telefonici. E nella terza domenica d’Avvento, nella chiesa affollata, è stato accolto con calore dalla comunità dominicana che lo ha voluto festeggiare insieme a tanti amici, la mamma e gli altri. Baci, abbracci, strette di mano. A seguire tutti a pranzo in trattoria.

