Ferrara: ho sempre rispettato gli avvocati

5 Maggio 2023

Il sindaco risponde all’Ordine sulla consulenza legale da 9mila euro affidata a uno studio non teatino 

CHIETI. «In un ambiente piccolo come quello di Chieti gli incarichi conferiti a consulenti e collaboratori esterni alla pubblica amministrazione possono destare sospetti di interesse nei confronti dei liberi professionisti del posto, per cui ho ritenuto opportuno rivolgermi a uno studio legale non teatino che, oltre al prestigio riconosciuto in materia tributaria, non ha neanche il pregiudizio locale e ha potuto quindi esprimere una valutazione asettica e non condizionata sui rilievi mossi dai giudici contabili al piano di riequilibrio finanziario». Utilizza toni pacati il sindaco Diego Ferrara per rispondere all’attacco a gamba tesa arrivato dal presidente dell’Ordine degli avvocati Goffredo Tatozzi in merito alla consulenza da 9.000 euro affidata allo studio legale Brancadoro-Mirabile di Roma e Milano per la partecipazione all’udienza del 20 aprile scorso in Corte dei conti.
In attesa della pubblicazione delle motivazioni della sentenza con la quale la magistratura contabile non ha omologato il piano di rientro dal debito, attesa entro il 15 maggio, il primo cittadino non nasconde il rammarico per non essere riuscito a ripianare gli squilibri finanziari e traghettare il Comune fuori dal dissesto. «Capisco benissimo le loro rimostranze», ammette Ferrara, «ma ci sono cose più urgenti a cui dare la precedenza. Non è nostra intenzione mancare di riguardo ai legali di Chieti, con i quali personalmente io e la mia amministrazione abbiamo sempre avuto buoni rapporti, ma la situazione per la quale volevamo essere tutelati era di un’importanza talmente elevata e con ramificazioni specifiche in campo politico, amministrativo e contabile che ci hanno portato a cercare il supporto di un ufficio legale di fuori, come tra l’altro fatto in passato anche dalle scorse amministrazioni senza che nessuno sollevasse polemiche».
Sulla decisione dei giudici contabili pesano come un macigno i 98 milioni di deficit certificati: oltre ai 78 rilevati in prima battuta, anche gli altri 20 derivati dai contenziosi giudiziari accumulati negli anni: in primis quelli con Formula Ambiente, Deco e Banca Farmafactoring. «Con ogni probabilità dovremo dichiarare il dissesto», puntualizza Ferrara, «se le motivazioni della Corte dei conti rispetto al piano di riequilibrio si riveleranno inoppugnabili, sarà inutile fare ricorso. L’alternativa era di dichiarare il dissesto il secondo giorno che mi sono insediato. Ai 78 milioni di euro lasciati dalla precedente amministrazione si sono aggiunti altri 20 milioni di crediti maturati per gli interessi dei contenziosi dal 2017 ad oggi. Questi debiti mi sono piovuti addosso subito dopo il mio insediamento. È stata come una bomba ad orologeria orchestrata contro la nostra amministrazione».
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