Ferrara: il 2021 anno della ripresa non aumenteremo tasse e bollette

Il sindaco: «Il pre-dissesto è la soluzione per i troppi debiti, ma la città avrà nuove opportunità» Il piano per il futuro: «Riapriremo il Supercinema e completeremo le grandi opere, sì all’ottimismo»
CHIETI. «Basta piangerci addosso: l’ottimismo è il miglior modo di iniziare qualunque cosa. Le tasse? A Chieti sono già al massimo e non sarò di certo io ad aumentarle». Il sindaco Diego Ferrara, da tre mesi alla guida del Comune, parla dell’anno che verrà: sarà l’anno del pre-dissesto a fronte dei troppi debiti. «Ma non lasciamoci prendere da sensazioni negative, dobbiamo credere, e io ci credo fermamente, che il 2021 sarà l’anno della rinascita», dice Ferrara, «si respira già un’aria di ottimismo, sul piano sanitario con l’arrivo dei vaccini e io stesso tra due settimane mi vaccinerò e, poi, sul piano dei conti del Comune perché la manovra che abbiamo avviato porterà del bene alla città». Ferrara, segno zodiacale cancro, prevede un anno positivo: «L’oroscopo dice che andrà bene anche se io penso che, ogni anno, si dica così un po’ per tutti. Di certo sono sereno». E il sindaco lancia il suo obiettivo: «Voglio che il mio mandato sia ricordato per la conclusione di almeno tre grandi opere: i lavori in piazza San Giustino e la riqualificazione delle caserme Berardi e Bucciante. Poi, faremo anche tante altre cose: a gennaio riapriremo i bagni pubblici in centro ed entro il 2021 puntiamo a riaprire anche il Supercinema che è stato un mantra della nostra campagna elettorale e vogliamo realizzare questo impegno».
Il 2020 si è chiuso con l’avvio delle procedure per il pre-dissesto: il 2021 sarà l’anno dei sacrifici?
«Non è giusto dire così: a Chieti le tasse sono già al massimo ma non da adesso, è così da quando la passata amministrazione ha fatto le solite manovre di anticipazione di cassa aumentando a dismisura i debiti: con me le tasse non cresceranno. Un signore mi ha scritto su Facebook pregando di non alzare i tributi: gli ho detto che non lo farò. Ma, nonostante questo, miglioreremo la città, quello che i predecessori non sono riusciti a fare».
Ci saranno tagli obbligati: è possibile pensare lo stesso ad anni di lavori?
«Siamo già al lavoro: a Pescara, il pre-dissesto è stato quasi un new deal, una sorta di rinascita per la città e i residenti non ne hanno risentito. A Chieti è stata una strada necessaria per evitare il peggio: noi non vogliamo galleggiare in un mare di ambiguità che prima o poi potrebbe ritorcersi contro tutta la città. In consiglio comunale ho sentito tante chiacchiere dall’opposizione ma le chiacchiere stanno a zero: abbiamo trovato 57 milioni di disavanzo e stiamo gestendo il default nel miglior modo possibile».
Nel 2020 lei è diventato sindaco: se potesse tornare indietro, con il senno di poi, si ricandiderebbe?
«Adesso le rispondo di sì, convintamente. Se mi avesse fatto questa domanda subito dopo l’insediamento, forse, avrei risposto diversamente: ora mi sento pronto. Di problemi ce ne sono sempre tanti, dalle piccole alle grandi cose, ma sono fiducioso: per esempio, nei giorni scorsi sono dovuto intervenire direttamente perché un gruppo di cittadini in via Albanese, per protesta contro la rimozione dei cassonetti, aveva abbandonato il pattume a terra. Ho ordinato la pulizia e lo farò ancora ma non ci sarà tolleranza: le regole si rispettano».
Finora, in maggioranza il clima sembra idilliaco: è contento della sua squadra?
«Contentissimo: tutti stanno lavorando alacremente. Comunque, laddove ci fossero incomprensioni le affronteremmo con serenità. Tutti riconoscono in me il pater familias e, quando mi accorgo che c’è qualcosa che non va, invito sempre gli interessati nel mio studio medico per una chiacchierata: sarà per la mia età o per il carattere, ma riesco sempre a smussare gli angoli caratteriali e a trovare la mediazione giusta».
Un messaggio ai teatini?
«Rinnovo a tutti gli auguri per l’ottimismo della ragione».

