Ferrara incalza l’Aca: rimborsi in bolletta

Il sindaco insiste: «Gli indennizzi sono possibili». Brandelli, presidente dell’azienda: «Questione ancora tutta da chiarire»
CHIETI. «I rimborsi in bolletta a nostro avviso sono possibili». Il sindaco Diego Ferrara è pronto a percorrere la strada degli indennizzi, «sempre che l’Aca accetti», ha sottolineato, «a nostro avviso ci sono gli estremi per ottenerli, anche se non siamo ancora andati a fondo alla questione». In effetti l’Aca ha una propria carta dei servizi, aggiornata nel 2019, che, al punto 5, prevede la tutela del cliente, tramite indennizzo. Il rimborso, si legge, “non è comunque dovuto in caso di inadempienza per eventi fortuiti, di forza maggiore e per cause imputabili all’utente”. E la carenza idrica potrebbe rientrare benissimo nella categoria degli “eventi fortuiti, di forza maggiore”, mentre in quella delle cause “imputabili all’utente” ci potrebbe essere il fatto che i residenti che soffrono maggiormente della carenza idrica, e che lunedì scorso hanno manifestato davanti al Comune, risiedono ai piani alti di palazzine senza autoclave.
A riguardo la presidente Aca, Giovanna Brandelli, aveva già avuto modo di sottolineare come i disservizi dovuti alla mancanza di autoclave non siano imputabili all’Aca. «Le autoclavi», ha precisato ieri Brandelli, «non sono una richiesta di Aca ma sono previste dalla legge sin dal 1996. Siamo in una congiuntura di emergenza idrica, Aca sta facendo uno sforzo enorme per accelerare il cantiere di Bussi, che garantirà altri 200 litri al secondo di acqua in rete. Aca ha speso in quattro anni 3 milioni di euro fra idrico e fognario solo per Chieti, e ha messo in campo servizi sostitutivi più incisivi di quelli del 2008, come la ricarica delle autoclavi private con autobotti e serbatoi di distribuzione sul territorio comunale. Risulta che gli utenti di Chieti abbiano deciso di non usufruire di questi servizi sostitutivi».
E sulla possibilità dei rimborsi: «È tutto da chiarire», ha detto Brandelli, «se sussiste il presupposto di indennizzi in una situazione emergenziale indipendente dal gestore e con tempestiva erogazione di servizi sostitutivi da parte del gestore, anche per gli utenti non conformi alla carta dei servizi e non dotati di autoclave».
E intanto questa mattina, alle 10, davanti alla sede pescarese dell’Aca andrà in scena la protesta delle liste civiche che fanno capo al vicesindaco Paolo De Cesare. Brandelli non ha commentato, ma ha sottolineato che »per rifare le reti che il Comune non ha rifatto sino al 2017, Aca ha fatto un progetto preliminare per la sostituzione di 22.000 metri di linee e sono necessari 4,7 milioni di euro. Sarebbe pura intelligenza politica collaborare e fare quadrato con tutti gli interessati e i decisori del servizio idrico, invece di tante invettive logorroiche».
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