Ferrara ora rinegozia i mutui e prova a salvare la Teateservizi

Approvata un’operazione finanziaria per allungare due prestiti e trovare la liquidità necessaria per ripianare le perdite della partecipata. Ma è in arrivo una stangata da 418mila euro sugli interessi
CHIETI. Il Comune di Chieti, senza più soldi in cassa e avviato verso il predissesto, è costretto a rinegoziare i mutui e a pagare oltre 418mila euro in più di interessi per avere liquidità. È questa l’operazione approvata dal sindaco Diego Ferrara e dagli assessori. La delibera 251, dietro il paravento della stangata sulle bollette e della corsa dell’inflazione, ha un obiettivo: trovare i soldi per salvare la Teateservizi, la società di riscossione delle tasse al 100% comunale che rischia di finire in fallimento. Con il tracollo della Teateservizi, potrebbe saltare anche il piano di rientro pluriennale: in questo caso, il Comune sprofonderebbe in dissesto con sacrifici ancora più pesanti per i teatini, già costretti alle tasse al massimo.
La perdita della Teateservizi, secondo il risultato di esercizio del 2018, è di 240.208 euro con il patrimonio a meno 541.855 euro. Con la rinegoziazione di due anticipazioni di liquidità con la Cassa Depositi e Prestiti (manovre varate dall’ex giunta), l’amministrazione Ferrara vuole incamerare soldi freschi e ripianare i buchi della Teateservizi: «L’operazione libererà risorse correnti per un importo annuo di 288.502,79 euro per il 2022 e 356.462,77 per il 2023», dice la delibera. Il documento rivela che dietro l’operazione ci sarebbe la necessità di «nuove spese» da coprire per evitare di mettere a rischio il piano di rientro che è ancora sotto l’esame del ministero dell’Interno e della Corte dei conti: «La rinegoziazione assume valenza in termini di competenza per il mantenimento degli equilibri considerato che l’ente dal 2022 sarà esposto ad affrontare nuove spese determinate da fattori esogeni, quali ad esempio: l’aumento delle spese per forniture elettriche e gas, nonché in generale dell’inflazione per i consistenti incrementi subiti a causa della situazione internazionale che si è venuta a verificare a partire dalla fine del 2021 per la crisi in Ucraina sfociata nel conflitto nell’est Europa; la perdita che nell’approvando bilancio 2019 la Teateservizi sta registrando». È quest’ultima frase il cuore della questione.
Ferrara non vuole che la Teateservizi finisca in liquidazione anche se revisori contabili e Corte dei conti hanno addossato proprio alla partecipata la responsabilità dei mancati incassi con i conti in rosso. La liquidazione o il fallimento sarebbero un colpo per i 37 dipendenti.
Secondo la giunta, l’operazione è «conveniente»: «La rinegoziazione consente una riduzione del valore finanziario delle anticipazioni complessivamente pari a 923.175,08». E in cosa consiste? «In una riduzione della rata complessiva annuale dal 2022 al 2032 e un incremento dal 2033 al 2051; per effetto dell’allungamento della durata e, nonostante la significativa riduzione del tasso, l’operazione comporta altresì un aumento degli interessi in valore assoluto fino alla scadenza pari a 418.397,61 euro».

