Ferrara: ora riparto, parlo con tutti ma non tratto incarichi

24 Settembre 2020

Il candidato del centrosinistra avvia la rincorsa dal 21,50% «Con il M5S c’è già una convergenza, dialogo con De Cesare»

CHIETI. «Il mio atteggiamento sarà il più ecumenico possibile: parlerò con tutti». Diego Ferrara, candidato del centrosinistra, insegue Fabrizio Di Stefano e deve allargare la sua base di voti: per ora c’è un distacco di 4.976 voti da colmare. «Io parlerò con tutti», dice Ferrara, «ma spero che gli altri non si presentino dicendo “e adesso cosa mi prometti e che mi dai”. Sarebbe un pessimo inizio».
Il centrodestra è avanti con il 38,81%, il centrosinistra è al 21,50% e ha vinto il testa a testa con Bruno Di Iorio (20,34%): a mente fredda, qual è la sua riflessione?
«Mi aspettavo, perché lo temevo, un risultato maggiore per Di Stefano e il suo 38,81% inizialmente mi ha stupito: credevo che il voto d’opinione e il supporto politico delle sei liste potessero portare addirittura alla vittoria al primo turno. Poi, però, ci ho ripensato e quel dato rappresenta la somma di quanto ho ascoltato in città: in tanti non lo preferiscono».
Lei ha preso più voti delle sue liste: 1.586. Come mai?
«Mi fa davvero piacere l’apprezzamento che gli elettori hanno avuto nei miei confronti. Inoltre, sono state messe circa 700 croci, senza preferenze, sulla lista Ferrara sindaco. È un successo personale ancora maggiore che mi riempie di orgoglio. È stata una bella e intensa campagna elettorale: dopo il Diego sì o Diego no, sono partito in ritardo e mi davano tutti per perdente. Ci sono stati momenti in cui avrei potuto ritirarmi ma ho tenuto botta e ho ottenuto un risultato difficile da conquistare anche a causa di un vento ostile all’interno del Pd. Ma la verità è che ho seminato bene e non parlo solo della campagna elettorale: io non ho mai avuto nemici e questo è un dato di fatto. Alle ultime interviste prima delle elezioni, io e Di Stefano ci siamo fatti i complimenti per la correttezza: Di Stefano è un avversario leale che ha risposto alle cattiverie solo perché stimolato. Una volta, uscendo da uno studio televisivo, mi ha detto scherzando: “Ma perché non facciamo il sindaco due anni e mezzo a testa?”».
E ora, in questi 15 giorni, come si comporterà?
«Sono disposto a parlare con tutti e sottolineo che in politica si possono avere avversari e non nemici. Con il M5s c’è già una convergenza; con Paolo De Cesare, che ha ottenuto un ottimo risultato, ci parlo da una vita e lui e i suoi candidati sono liberi di fare le loro scelte anche se, per come sono andate le cose, il suo polo si è posto in antitesi con Di Stefano: sarebbe un controsenso se De Cesare appoggiasse Di Stefano. Il punto interrogativo resta Di Iorio, vedremo. Confido nelle mie doti di mediatore».
La classifica dei più votati, in caso di vittoria, determinerà la composizione della giunta?
«Le nomine obbediscono a una regola di democrazia legata al gradimento elettorale ma anche alle competenze. Ne parleremo tutti insieme anche se, con gli apparentamenti, tutto potrebbe cambiare. Di certo, non credo che ci saranno difficoltà a formare una squadra forte e competente». (p.l.)