Ferrara scommette sulle donne: in giunta saranno la metà

Il candidato del centrosinistra punta ad assicurare servizi senza distinzioni di genere e a rendere Chieti più vivibile
CHIETI. Se sarà eletto sindaco, Diego Ferrara avrà una giunta al 50% di donne. Il candidato di centrosinistra lo ha fatto sapere per bocca della candidata del Partito democratico, consigliere uscente e vicesegretario regionale Pd, Chiara Zappalorto che ieri ha tenuto una conferenza stampa proprio sulle donne in politica. Per l’appuntamento ha voluto vicino a sé due colleghe, le vicesindaco di Francavilla e Spoltore Francesca Buttari e Chiara Trulli. Insieme a loro anche il consigliere uscente Alessio Di Iorio, uno dei pochissimi a non ricandidarsi. Le proposte del Pd per “una città a dimensione di donna” prevedono la promozione di progetti di pari opportunità nelle scuole cittadine e la creazione di uno “sportello rosa”, per il coordinamento delle segnalazioni dei vari problemi cittadini. «La città che immaginiamo è una città che mette tutti quanti nelle stesse condizioni e che mette le pari opportunità al centro del proprio agire e della propria azione», ha detto la Zappalorto, «nella Chieti di domani il contributo delle donne è fondamentale e nei prossimi 5 anni lavoreremo a una visione più ampia. Costruendo un’adeguata rete di servizi alle persone, con un occhio in più rivolto alle donne che vivono in una situazione di svantaggio soprattutto adesso dopo il lockdown, avremo come obiettivo finale l’istituzione di un assessorato alle opportunità. Non alle pari opportunità, bensì alle opportunità per tutti. La Chieti ideale», ha concluso la consigliera, «è una città nella quale i servizi assicurati a tutti i cittadini, senza distinzione di genere, sono in equilibrio e non sbilanciati. Renderemo quindi la città più fruibile e più vivibile per tutti. Il tema delle donne si inserisce in un più ampio discorso generazionale che necessita di una classe dirigente capace e che sappia guardare al domani, pur tenendo ben presente il passato. Chieti in tal senso è un chiaro esempio di soliti nomi e soliti volti che da tanti, troppi decenni sono alla guida della città. Occorre una svolta, un cambio di passo che solo una nuova classe di amministratori e di amministratrici possono dare».

