Ferrara: è stato un anno difficile, nel 2022 strade e aiuti alle famiglie

31 Dicembre 2021

Il sindaco guarda al futuro con ottimismo e fiducia: «Ci sarà un miglioramento per la nostra città» Appello al buon senso per i veglioni di San Silvestro: «Divertimento sì ma rispettando le regole»

CHIETI. «Nel 2022 ci sarà un miglioramento per la nostra città: sarà così nel sociale con più attenzione alle fasce deboli; per il decoro con il rifacimento dell’asfalto su tante strade dalla primavera in poi; e speriamo anche nell’economia con l’insediamento di due grandi gruppi imprenditoriali allo Scalo». Il sindaco Diego Ferrara guarda al nuovo anno «con ottimismo e fiducia». L’ultimo atto del 2021 è stato la proroga dei contratti per 22 precari storici della Teateservizi, la municipalizzata che si occupa della riscossione delle tasse: «È importante dare sicurezza a persone che vivono da anni uno stato di precarietà assurdo. Il nostro obiettivo», dice, «è la stabilizzazione del personale e, con l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario, renderemo giustizia anche a questi lavoratori».
Sindaco, dopo l’elezione del 5 ottobre 2019, questo è il primo anno in Comune: è stato facile o difficile?
«Facile non è stato, non lo è e non lo sarà. Comunque, lo sapevo che non sarei stato accolto in Comune con i fiori freschi e la musica classica. Abbiamo due grandi problemi: i conti, con 78 milioni di euro di scoperto, e la carenza di personale visto che un Comune come Chieti dovrebbe avere 450 tra dirigenti e impiegati mentre ne abbiamo soltanto 200 e nel 2022 in venti andranno in pensione ma tutti – e lo dico con sincerità – lavorano al di sopra delle proprie possibilità. Ai dipendenti ho promesso che l’anno prossimo qualcosa cambierà: faremo assunzioni anche se non basterà».
Si aspettava un 2021 così difficoltoso?
«Mi aspettavo quello che è stato ma, in questo momento, sono ottimista e fiducioso: al di là del responso della Corte dei Conti sulla procedura di riequilibrio finanziario, abbiamo grandi progetti: buona parte sono opere iniziate con la precedente amministrazione e altre che avvieremo noi».
Sarà l’anno della nuova piazza San Giustino?
«L’architetto Gianfranco Scatigna mi ha assicurato che entro giugno 2022 i lavori saranno finiti e la piazza tornerà ai cittadini. Poi, il 10 gennaio sarà inaugurato il tunnel con l’ascensore in largo Barbella. Per Palazzo d’Achille, invece, ci vorrà più tempo: lo riapriremo nel 2023. E poi i tre progetti a cui sono più legato e che saranno portati avanti: la cittadella della giustizia con la nuova procura; la via dei conventi con lo stravolgimento in positivo di piazza Garibaldi; la creazione di posti di lavoro allo Scalo grazie a due realtà imprenditoriali, il centro logistico di Eurospin all’ex Burgo e la catena Mall of Sport all’ex zuccherificio».
Qual è stata la cosa più complicata del primo anno?
«La gestione del problema mensa scolastica con l’appalto rimasto bloccato per mesi: ci sono volute tutta la mia pazienza e l’arte della mediazione per raggiungere lo scopo di riavviare il servizio e, dopo i primi giorni di diffidenza tra i genitori, ho avuto riscontri positivi. Altra difficoltà, le interlocuzioni con l’Aca: su questo piano occorrono equilibrio, buon senso e confronto privo di pregiudizievole ostatività. Il classico detto che la verità sta nel mezzo qui ci calza a pennello».
Per il 2022 è più preoccupato dalla pandemia, conti del Comune o appalto della mensa?
«Dalla pandemia: in questi giorni in Comune siamo rimasti in pochi, io e l’addetta stampa e pochi altri, visto che ormai tanti o sono positivi o sono in quarantena. Però non mi spaventa la virulenza del virus, che non è particolarmente aggressivo: mi allarma il fatto che, a scacchiera, si fermi la vita a causa della necessità dell’isolamento con conseguenze economiche e sociali. Spero che, nei prossimi mesi, con l’aumento dell’immunità di gregge tutto si risolva».
In questo anno, ha perso un assessore, il medico Giancarlo Cascini del M5S, e ne ha trovato un altro, Fabio Stella, fratello della consigliera regionale Barbara: un cambio in giunta non senza polemiche. La sua squadra è sempre coesa?
«Certamente sì. Fortunatamente il mio è uno dei pochi casi in cui l’età non è uno svantaggio: il fatto che io sia il più anziano mi permette, nella mia amministrazione, di avere l’ultima parola, che poi è sempre una parola di giusta valorizzazione del singolo, che sia assessore o consigliere. Non c’è nessuno in maggioranza che abbia motivo di risentirsi per comportamenti sbagliati nei suoi confronti. E poi l’esperienza della famiglia fa la differenza: non si può denigrare un figlio e portarne un altro alle stelle, per me sono tutti uguali. E quando c’è da fare una critica a qualcuno, io lo prendo in disparte e se ne parla a quattrocchi».
I cittadini cosa devono aspettarsi da questo nuovo anno?
«Un iniziale miglioramento delle condizioni generali di Chieti con attenzione alle fasce deboli e al decoro della città. Staremo ancora più accanto alle famiglie in difficoltà; dalla primavera rifaremo il manto stradale su tante vie; e se le due realtà imprenditoriali di cui ho parlato prima per fine 2022-inizio 2023 saranno operative ne risentirà positivamente anche l’economia visto che si parla di circa 600 posti di lavoro. Noi guardiamo già al 2023: con la riunificazione dei tribunali, Chieti accoglierà ogni giorno 1.500 persone in più e sarà un’occasione di ripartenza generale. Di certo ci sono le condizioni perché Chieti torni a respirare: me lo auguro per i cittadini, ma non soltanto per il tessuto economico visto che vorrei rivedere i sorrisi sui volti e la felicità di vivere in una cittadina a misura d’uomo».
Il 2022, per lei, sarà l’anno della pensione dopo una vita passata a fare il medico: mica ci ha ripensato?
«Non posso ripensarci: negli ultimi mesi la fatica di ottemperare entrambe le responsabilità è stata insopportabile. Sono arrivato alla fine di un ciclo a naturale scadenza».
Fine e principio, stasera è festa: cosa dice ai suoi cittadini?
«In tanti mi chiedono cosa si può e cosa non si può fare: a tutti ricordo di attenersi alle norme del governo. Sì alle cene, anche con la musica, ma senza assembramenti e feste danzanti: divertimento sì ma con buon senso. E poi no ai fuochi d’artificio per non spaventare gli animali».
Sindaco, qual è il suo augurio alla città?
«Ho i miei concittadini nel cuore e auguro loro tutto il bene possibile, in primis – e non è una deformazione professionale – la salute. E poi serenità in famiglia: l’unità della famiglia è un’ancora di salvezza per tutti. Un saluto, infine, a tutte le autorità, civili, religiose e forze dell’ordine che ho conosciuto in questo periodo: la loro presenza ha contribuito ad arricchirmi».