Ferì il padre in casa con un coltello Sconterà due anni, poi in comunità

2 Luglio 2024

Processato col rito abbreviato il 37enne che nella lite mandò anche la madre in ospedale per un malore Il difensore Sisti: ha chiesto scusa ai genitori, è stato collaborativo e ha iniziato il recupero con il Serd

LANCIANO. Sta riprendendo in mano la sua vita seguendo un percorso terapeutico in attesa di andare in comunità per disintossicarsi; ha chiesto scusa ai genitori che ha spesso aggredito verbalmente e fisicamente e ora ha chiuso anche il processo che lo ha visto imputato per maltrattamenti in famiglia, lesioni, minacce aggravate: Domenico Alfano, 37 anni, nato a Castellammare di Stabia ma residente Castel Frentano è stato condannato con rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi a due anni di reclusione. La Procura aveva chiesto 2 anni e 8 mesi di carcere.
Una storia di sofferenza quella della famiglia Alfano, che non si è costituita parte civile nel processo, iniziata anni fa che ha avuto il suo epilogo violento il 15 ottobre 2023 quando Domenico si scagliò contro il padre e il fratello impugnando un coltello da cucina lungo 20,3 centimetri, di cui 8,5 cm di lama mentre la madre per la paura e il forte stress ebbe un malore e finì all’ospedale di Chieti. In base alle indagini dei carabinieri di Castel Frentano e del nucleo operativo della compagnia di Lanciano, la rabbia di Domenico scoppiò quando la madre entrò in camera sua, trovò una confezione contenente droga e la buttò. Accecato di rabbia dal gesto Domenico prese il coltello e rivolto verso i familiari disse: “Vi accido a tutti”. Nel tentativo di disarmare il figlio il padre si ferì: un taglio sul palmo della mano e del dito sinistro guaribile in 10 giorni. Queste le lesioni che però, assieme alle minacce sono state ricomprese nel reato di maltrattamenti in famiglia.
Per l’accusa il 37enne aveva “comportamenti aggressivi e prevaricatori verso i familiari che minacciava e offendeva”, soprattutto quando era sotto effetto delle sostanze stupefacenti. Tanti episodi, offese verso il padre, “uomo di m...”, “uomo che non serve”, epiteti e minacce verso la madre, il fratello, calci andati avanti per 15 anni.
A processo l’avvocato di Alfano, Paolo Valentino Sisti, che ha chiesto e ottenuto l’abbreviato, ha evidenziato la condotta collaborativa di Domenico, ha ottenuto le attenuanti generiche perché il 37enne ha chiesto scusa ai genitori e al fratello, è stato collaborativo, non ha chiesto di uscire dal carcere dove anzi ha iniziato il percorso di recupero tramite il Serd, presto andrà in una comunità. Una scelta che ha reso felici i genitori che sperano di vedere una luce in fondo al tunnel, di rivedere il proprio figlio, riprendere in mano la sua vita.
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