Feste, salta la processione è la prima volta in 187 anni

Il vescovo: «Impossibile far rispettare le distanze ed evitare assembramenti» Il 16 settembre la messa per la Madonna sarà celebrata in piazza Plebiscito
LANCIANO. «Aprirsi all’alto, a Dio, e all’altro, al nostro fratello. Il dono più grande che possiamo fare alla Madonna è di seguire il suo esempio: dire sì al Signore ed essere dono d’amore». Così l’arcivescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, presenta le feste in onore della Madonna del Ponte. La parte religiosa, i riti che sono alla base poi delle feste di settembre, falcidiate dall’emergenza Covid. Ma anche i riti religiosi risentono delle norme anti-coronavirus: non ci sarà il Dono dell’8 settembre e neanche la processione del 16 settembre. E dal 1833 è la prima volta che questa salta di netto. Piccoli cortei si sarebbero sempre svolti anche durante le guerre, quando la parte civile delle feste è invece saltata.
I RITI RELIGIOSI «La Cattedrale della Madonna del Ponte resterà aperta per il saluto dei fedeli», dice monsignor Cipollone, «e dal 29 agosto inizierà la novena, alle 18.30, seguendo le disposizioni anti Covid». L’8 settembre, giorno della natività di Maria, alle 11.30 ci sarà la messa del vescovo e poi la sera alle 18.30 la benedizione dei bambini. Nessuna sfilata dei doni invece alla patrona della città. Il 14 settembre dopo lo sparo dalla Torre civica ci sarà alle 4.30 la messa di Cipollone in Cattedrale. Il cambiamento maggiore c’è il 16 settembre con la messa che verrà celebrata all’aperto, in piazza Plebiscito, con posti assegnati. E poi nessuna processione. E questa volta non ci saranno deroghe, né fughe in avanti: la statua resta nella Cattedrale.
LA PROCESSIONE Le disposizioni del vescovo in materia sono poi chiare fin dal decreto firmato il 30 giugno scorso: «Sono assolutamente vietate le processioni; seppur concesse dal Ministero dell’Interno, richiedono una responsabilità grave per il legale rappresentante e per l’Arcidiocesi stessa». «D’accordo con l’amministrazione abbiamo ritenuto impossibile fare la processione», spiega il presule, «sarebbe difficile far rispettare le distanze ed evitare assembramenti». E, a differenza di quanto accaduto a Pasqua, con il Cireneo che uscì di notte da Santa Chiara, creando polemiche e la condanna del gesto del vescovo stesso, non ci saranno “deroghe”. Sarà la prima volta senza processione dal 1833? Monsignor Enzio D’Antonio nel suo libro sul dono e le radici delle feste di settembre parlando della centralità del culto della Madonna del Ponte per la città, ricorda la prima solenne processione avvenuta dopo l’incoronazione delle statue della Vergine e del Bambino del 15 settembre nel 1833 e non scrive di blocchi negli anni. Su alcuni testi si legge che le feste hanno avuto delle pause durante le guerre mondiali, poi nel 1973 per la profilassi contro il colera, ma non si fa cenno alla sospensione dei riti religiosi, processioni comprese. Quindi si presume che sia la prima volta dopo 187 anni che il corteo non ci sarà.
LA MEMORIA È il tema che guida le feste quest’anno. «Dobbiamo ricordarci di quanto il Signore ha fatto per noi e quello che dobbiamo fare noi per lui», dice monsignor Cipollone. «Iniziamo le nostre riflessioni il 29 agosto con “ricordati che polvere sei e polvere ritornerai”: ma una polvere preziosa perché il Signore ci ha fatto di terra ma ci ha donato lo spirito. Poi “ricordati di non disubbidire a Dio”, come fece invece la moglie di Lot che fu trasformata in statua di sale, per evitare di restare bloccati in quelli che si è. Un percorso che ci porterà all’ultimo ricordo, quello del Signore che dona se stesso con l’Eucarestia: “Fate questo in memoria di me”. Il gesto d’amore più grande che Dio ci ha fatto affinché anche noi possiamo essere dono d’amore per gli altri».

