Fossacesia

Fiaccole e lacrime per Diomede, il papà ucciso da un pugno: “Ora chi ha sbagliato paghi”

10 Settembre 2026

Fossacesia, in 250 sul lungomare per l’omaggio al 50enne. La moglie Anna Maria: “Voglio giustizia”. (Nella foto, la moglie di Diomede, Anna Maria, con i figli Manuel, Samuel e Allegra)

FOSSACESIA. Un corteo di 250 fiaccole in assoluto silenzio, a simboleggiare il vuoto lasciato da Diomede Barchiesi. Una serata di dolore ieri sul lungomare di Fossacesia, bagnato da acquazzone di fine estate. È il dolore che in tanti vivono, a un mese di distanza dalla tragedia, per l’addio al giovane papà 50enne di Lanciano, ucciso da un pugno. La moglie Anna Maria Di Caro, i tre figli Manuel, Samuel e Allegra. Vicino a loro l’avvocato di famiglia, Maria Chiara De Fidelibus. Poi gli amici di Diomede, in particolare quelli che hanno condiviso con lui la passione per la mountain bike. Sono stati loro a organizzare la fiaccolata di un chilometro e duecento metri sul lungomare per accendere una luce nel cuore di quanti vogliono tenere vivo il suo ricordo «per riscoprire il valore della vita, dell'amicizia e del bene che resta».

Tutti hanno voluto dare un segnale per evitare che un episodio del genere accada di nuovo. «Diomede non deve essere uno dei tanti: quanto accaduto a lui deve essere un monito per far capire ai giovani che la vita è una e non va sprecata, che i valori sono altri, che la forza non è violenza». Poco prima delle 21, tutti i partecipanti si sono ritrovati alla chiesa di Maria Santissima Stella del Mare, sul lungomare di Fossacesia marina. La serrata del ricordo è iniziata con la preghiera d'apertura del parroco, don Leo Rosa: «Preghiamo per Diomede, vogliamo che il dolore che sentiamo nel cuore possa trasformarsi in qualcosa di positivo, di buono, in un impegno comune», ha detto il parroco, condividendo con i presenti due passi dai testi sacri. Subito dopo il corteo ha percorso il lungomare fino al luogo in cui si è consumata l'aggressione, in rigoroso silenzio e contro un vento sferzante a cui le fiaccole hanno resistito, quasi volessero anche loro a tutti i costi onorare il ricordo del 50enne.

Non sono mancati alcuni interventi istituzionali: c’erano i sindaci di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, e Altino, Vincenzo Muratelli, con il consigliere regionale Francesco Taglieri. «Non siete soli», è il loro messaggio alla famiglia Barchiesi. Uno degli amici che ha avuto la forza di prendere la parola è stato Andrea Mascitti, tra gli organizzatori della fiaccolata insieme a Barbara D'Ortona. «Dopo quello che è accaduto, io e gli altri amici ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: “non possiamo restare passivi di fronte a tutto questo”. Con i “se” e i “ma” non riavremo Diomede, ma con l’impegno e le nostre esperienze possiamo sensibilizzare i ragazzi sul prezioso valore della vita. Un appello ai giovani: la vita è bellissima e vi offrirà tante occasioni, vivetela al massimo ma riflettendo e pensando al futuro. A volte basta un errore di una frazione di secondo e nulla potrà tornare più come prima», dice Andrea con la voce rotta dalla commozione.

Ma è la moglie di Diomede, Anna Maria Di Caro, ad avere le parole più significative della serata: «Dal primo istante di questa tragedia, la presenza delle persone più care è stata preziosa per la nostra famiglia. Senza di voi la mattina non sarei riuscita ad alzarmi. In un momento buio, un incubo per noi, la presenza di voi, amici, comunità, ci aiutano a portare un peso che altrimenti ci schiaccerebbe. Vi chiedo con la forza che mi rimane di non permettere che su questa tragedia cali il silenzio. È il momento che la giustizia risponda con fermezza. E che chi ce lo ha strappato, risponda pienamente di ciò che ha fatto. Grazie a chi ci è sempre vicino». Poi il corteo arriva sul luogo della tragedia e il dolore diventa insopportabile per Anna Maria, sorretta dai suoi genitori e dagli amici.