Fiera delle campanelle A rischio 30 bancarelle

23 Agosto 2018

Il Comune studia un piano di emergenza per gli espositori della parte bassa Caporale: non saranno spostati tutti, vogliamo tutelare commercio e festa

LANCIANO. La fiera delle campanelle di Sant’Egidio si avvicina e in Comune scatta il conto alla rovescia per organizzare il prima possibile un piano di emergenza per gli espositori della parte bassa di corso Trento e Trieste (tra via Salita della posta e piazza Plebiscito), coinvolta dal crollo di una porzione di pavimento nell’area circoscritta a due negozi di abbigliamento, Josephine e Martelli. Sono una trentina le bancarelle che dovrebbero prendere posto nella parte attualmente transennata e che saranno spostate.
IL PIANO DEL COMUNE. «Stiamo cercando di limitare al massimo i disagi per gli operatori», spiega l’assessore al commercio Francesca Caporale, «con la consapevolezza che l’evento è alle porte e che non vogliamo eliminare nessuno stallo. Il personale del Comune sta effettuando le misurazioni per verificare lo spazio a disposizione». Esclusa l’idea di far traslocare altrove le bancarelle, ad esempio nella zona dei viali Delle Rose: chi ha conquistato il posto molto ambito nelle vicinanze di piazza Plebiscito non ha nessuna intenzione di spostarsi in altre zone considerate meno commerciali. Allo stesso tempo si dovrà stabilire se, circumnavigando le transenne poste a protezione del marciapiede e di parte della carreggiata, si potrà garantire il corretto fluire del pubblico e la coesistenza delle bancarelle. «Non saranno spostate tutte e trenta», precisa la Caporale, «ma solo alcune, proprio per tutelare il commercio e l’evento».
I PERICOLI. Ma qualche dubbio resta. La zona del cedimento non è stata ancora ispezionata a causa del concreto pericolo di ulteriori crolli. Non si conosce nemmeno l’esatta profondità della voragine né si può capire se sono presenti altre diramazioni dello squarcio apertosi improvvisamente nel sottosuolo. Il problema principale resta l’enorme afflusso di gente che si riverserà sul Corso e proprio nelle vicinanze della zona colpita dal crollo. «I tecnici ci hanno fornito ampie rassicurazioni che il passaggio pedonale potrà essere garantito sulla zona non transennata», continua l’assessore, «del resto lì è già una zona aperta anche al transito delle auto. Siamo spiacenti per i disagi a pochissimi giorni dalla giornata che apre ufficialmente le Feste di Settembre, ma si tratta di una condizione non dipesa da noi».
ITALIA NOSTRA. Ma il problema della regimentazione delle acque sotto il Corso è annoso. Ne sa qualcosa l’architetto Pierluigi Vinciguerra, presidente della sezione locale dell’associazione Italia Nostra. «Questa del pericolo crolli del Corso è una storia infinita», rimarca, «da anni denunciamo questa situazione. Non ultimo abbiamo avuto un incontro in Comune proprio in occasione di uno degli ultimi violenti nubifragi. Sono intenzionato a presentare un esposto in Procura se si procederà alla ripavimentazione di quel tratto di Corso senza aver risolto il grave problema di dissesto idrogeologico».
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