Fiera, maggioranza ai ferri corti per la scelta del nuovo presidente

25 Maggio 2022

Il sindaco Paolini insiste per la nomina dell’avvocato Troiano, ex Pd, ma gli alleati vogliono un altro nome N elle prossime ore il vertice con i consiglieri dei partiti di centrodestra per tenere unita la coalizione

LANCIANO. Si consuma sulle nomine della Fiera il primo terremoto politico all'interno dell'amministrazione Paolini, messa alla prova in questi giorni da dissidi interni che potrebbero sfociare anche in pericolosi aut aut. Motivo del contendere, ormai da qualche giorno, è la nomina del nuovo presidente di Lancianofiera dopo l'uscita di scena, per effetto dello spoil system, dell'avvocato e iscritto al Pd, Franco Ferrante. L'onere della nomina è tutto in capo al sindaco Filippo Paolini, traghettatore del centrodestra verso la vittoria alle amministrative di ottobre, ma che oggi sconta il fardello di partiti in perenne e agguerrita competizione, uniti sotto un'unica bandiera solo all'ultimo giorno utile prima della presentazione delle candidature.
Paolini sabato scorso era a un passo dal nominare l'avvocato e dirigente sportivo Antonella Troiano, la cui candidatura è presente tra le 21 manifestazioni di interesse per la presidenza della Fiera, con un passato nel centro sinistra, ma oggi vicina ad alcuni esponenti di Fratelli d'Italia. La levata di scudi da parte di fedelissimi, partiti e liste civiche è stata immediata. E lunedì è stata convocata in tutta fretta una riunione di maggioranza alla presenza dei coordinatori di partiti e liste civiche di maggioranza. Il nome di Troiano non è gradito a gran parte dell'esecutivo. Non solo per la militanza nel Pd dell'avvocatessa frentana, ma anche per il peso che una parte di Fratelli d'Italia giocherebbe all'interno del governo amministrativo. La Lega batte i pugni. Ma anche diversi esponenti del partito di Giorgia Meloni minacciano di lasciare il partito in caso di nomina. E malcelati mugugni arrivano anche dal resto della maggioranza. Ma Paolini non demorde. Nonostante i toni del confronto siano stati sereni, il primo cittadino ha tenuto il punto sul nome della Troiano, cancellando, fisicamente, dalla lista delle candidature tutti i nominativi riconducibili alla politica. Fuori quindi gran parte degli aspiranti presidenti: Ombretta Mercurio, Marco Di Domenico e Antonello Di Campli Finore per Fdi e Rocco Finardi, Rocky Mariano e Luca De Ritis per la Lega. Ci sono altri nomi che tuttavia porterebbero indirettamente ad appesantire questa o quella parte politica. E quindi i restanti rappresentanti della società civile, come li ha definiti lo stesso Paolini, restano Antonella Troiano e l'imprenditore, avvocato e procuratore sportivo, Donato Di Campli.
In queste ore sarà convocata una riunione tra sindaco e consiglieri di maggioranza. E parrebbe che nemmeno in questo caso, per gran parte dei consiglieri, Troiano sarebbe gradita. Al punto da far trapelare reazioni pesanti non appena approvato il bilancio. In caso di braccio di ferro sul nome conteso, la Lega sarebbe pronta a far valere tutto il suo peso nell'esecutivo e con essa anche diversi altri componenti della coalizione, liste civiche comprese. Resta, su tutto, un interrogativo. Il sindaco Paolini non aveva detto che la scelta si sarebbe basata non sulle casacche, ma sui programmi e le idee per rilanciare la Fiera? Dopo una storia gloriosa l'ente, come tutte le fiere in Italia, dopo il Covid e la crisi economica si trova ad un giro di boa: il rilancio o la morte certa.