Filetto, annullate le elezioni: si torna al voto

25 Aprile 2020

La decisione del Tar: assegnata all’opposizione una scheda contesa, ora il risultato è di 304 a 304

FILETTO. Elezioni annullate: a Filetto si torna al voto. A 11 mesi dalle comunali del 26 maggio scorso, il Tar di Pescara rimette tutto in ballo, cancellando la vittoria, per un solo voto, della sindaca Marilena Ruscitelli. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso della lista d’opposizione capitanata da Rocco Di Nanno (sindaco del paese dal ’95 al 2004) e composta da Vincenzo Abbonizio, Anisia Annarumma, Paolo Cacciavillani, Enzo De Luca, Giovanni Munge, Rosalinda Paolucci, Giuseppe Santone, Paolo Torrieri Di Tullio e Nicola Tosti. Tutti rappresentanti dall’avvocato di Atessa, Ennio Totaro. La battaglia legale ha girato attorno a una scheda contestata: una preferenza per la lista Di Nanno invalidata a causa di quello che sembrava un segno sulla scheda. L’avvocato Totaro ha sempre sostenuto che il segno era stato lasciato semplicemente da una matita inumidita con la saliva e che quindi la scheda era valida. Il Tar ha accolto la tesi di Totaro, assegnando il voto valido alla lista Di Nanno e quindi riportando in assoluta parità il risultato delle elezioni: 304 a 304. In questo caso la legge elettorale prevede che, anche in un Comune con meno di 15mila abitanti come Filetto, ci sia il ballottaggio tra i due candidati sindaci. Per questo motivo i Filettesi dovranno tornare presto al voto, anche se al momento, date le prescrizioni dovute all’emergenza coronavirus, non si sa quando e come si potranno tenere le consultazioni elettorali.
Tecnicamente i giudici Paolo Passoni (presidente), Renata Emma Ianigro e Massimiliano Balloriani hanno annullato il verbale di proclamazione degli eletti, in particolare «nella parte», si legge nella sentenza, «in cui viene proclamata sindaco Ruscitelli con voti 304 e nella parte in cui risultano erroneamente assegnati alla lista 2 “Il coraggio delle idee” (candidato sindaco Di Nanno) 303 voti validi anziché 304». L’ufficio elettorale del Comune ha annullato la scheda ritenendo che il voto sarebbe stato espresso «con mezzo diverso dalla matita copiativa fornita dall’ufficio elettorale». Il Tar ha in prima battuta disposto una verifica tesa ad accertare se sulla scheda ci fossero segni diversi da quelli che potevano essere fatti dalla matita fornita dal Ministero per le operazioni di voto. La verifica, svolta dalla prefettura di Pescara, ha dimostrato che sulla scheda c’erano solo tracce di matita umettata e null’altro, secondo quanto scoperto dal grafologo Mariacristina Di Clemente e dal tecnico di laboratorio forense Rocco Quatrale. Per questo, i giudici hanno deciso di accogliere il ricorso e hanno anche condannato l’amministrazione comunale al pagamento di 3mila euro di spese processuali in favore dei ricorrenti.