Fini e De Petra divorziano dal Pd

Casoli, all’orizzonte spunta una lista di rottura contro la segreteria provinciale
CASOLI
.. Era uno dei feudi della Democrazia cristiana, con i suoi referenti in paese e nelle campagne, chi dovesse fare il sindaco si decideva nella sezione del partito, così come chi dovesse andare "oltre". Era una vita politica flemmatica, con i suoi marasmi interni, alla "camomilla". Poi arrivarono le amministrative del 1993 e la Dc a Casoli si spaccò in due liste.
La Dc ufficiale, quella riconosciuta dalle segreterie politiche, perse. Oggi, a distanza di ventitré anni la storia potrebbe ripetersi in casa del Pd, partito nel quale, a Casoli, "volano gli stracci": il segretario cittadino, Andrea Fini, sbatte la porta e punta il dito contro la segreteria provinciale, seguito nella scelta dall'assessore al bilancio Domenico De Petra. All'orizzonte c'è una lista in rottura con i vertici del partito. Il sindaco uscente, Sergio De Luca, è al suo secondo mandato ed è fuori dai giochi, e il candidato "ufficioso" è il vice sindaco Massimo Tiberini.
Il centrodestra è sornione alla finestra e sta limando, in questi giorni, la sua squadra. Nel 1993 (era la prima elezione diretta del sindaco e preferenza unica) ci furono quattro liste: due uscite dalla "balena bianca" (una capeggiata da Mario Travaglini, il gruppo del rinnovamento, l'altra da Giancarlo Barrella, la tradizione), un'altra, Pci e Psi, capeggiata da Paolo De Nobile, e una quarta del Msi, capolista Fiore Mancini. Vinse Travaglini che riuscì a fare una lista eterogenea. Da allora ci sono state sempre due liste, di centrodestra e centrosinistra, nella consapevolezza che una frattura potesse portare a una dispersione di voti. Nel 1997 vinse il centrosinistra con Ivana Vassalli, nel 2001 sindaco fu Giancarlo Barrella, nel 2006 il centrosinistra ritornò al potere con Sergio De Luca che vinse anche nel 2011. Una lista organizzata da Fini (segretario uscente del Pd) e De Petra (che fu assessore con Barrella) riuscirebbe a "pescare" voti nel centrodestra o porterebbe solo a una dispersione di voti del centrosinistra ripetendo, con scenari opposti, il 1993?(m.d.n.)

