Finisce sotto processo per un furto di api

14 Gennaio 2019

Agronomo 33enne accusato di ricettazione per 4 arnie sparite tra Casalincontrada e Bucchianico

CHIETI. È finito sotto processo dopo un furto di api. A.M., agronomo di 33 anni, deve rispondere di ricettazione davanti al giudice Chiara Di Gerio. A distanza di quasi 5 anni dai fatti avvenuti tra Casalincontrada e Bucchianico, l’imprenditrice derubata è deceduta. Ma la vicenda giudiziaria non è ancora arrivata all’epilogo. L’imputato si ritrova nei guai perché, come scrive la procura, «al fine di trarne profitto, ha acquistato o comunque ricevuto 4 arnie contenenti ciascuna 6 telaini di api del valore complessivo di circa 480 euro, conoscendone l’illecita provenienza, in quanto compendio del reato di furto». E ora A.M., residente a Bucchianico, rischia una pena da 2 a 8 anni di reclusione e una multa da 516 a 10.329 euro.
La denuncia viene presentata nel marzo del 2014 davanti ai carabinieri della stazione di Casalincontrada, comandata dal maresciallo maggiore Antonio Colazzilli. «Qualche giorno fa», mette a verbale l’imprenditrice di 62 anni, «quando sono arrivata nel mio apiario di contrada Alento, nei pressi della superstrada, ho scoperto che ignoti avevano rubato 4 arnie». Il marito della donna aggiunge: «Il furto è stato commesso sicuramente di notte. Di giorno, infatti, le api sono in piena attività ed è quasi impossibile avvicinarsi agli alveari senza essere punti». A distanza di qualche giorno, dopo una segnalazione, i carabinieri raggiungono un terreno di Bucchianico in cui si trova un apiario. In un’arnia di legno spuntano i 6 telaini spariti da Casalincontrada. «Sono quelli rubati a mia moglie, ne sono certo perché li ho costruiti io», dice il marito dell’imprenditrice. Nel frattempo sul posto arriva A.M., che dice di essere proprietario dell’apiario e, almeno all’inizio, nega qualsiasi coinvolgimento nel furto: «Anche questi 6 alveari li ho comprati da una persona che conosco da tempo: si chiama Giovanni ma non mi ricordo il cognome». Nello stesso pomeriggio, però, A.M. riconsegna alla legittima proprietaria anche le 4 arnie in polistirolo ammettendo, di fatto, le sue responsabilità. A quel punto la procura, informata dai militari dell’Arma, decide di citare a giudizio l’agronomo per ricettazione, un reato procedibile d’ufficio. Si torna in aula il prossimo ottobre. Verrà ascoltato un altro testimone, poi arriverà la sentenza. (g.let.)