Finto furto di 600 occhiali per truffare l’assicurazione

17 Maggio 2019

Denunciato un danno di 35mila euro, ma i carabinieri scoprono l’imbroglio Il negoziante voleva incassare i soldi della polizza stipulata sette giorni prima  

CHIETI. Il furto di quasi 600 paia di occhiali era una messa in scena per truffare l’assicurazione e incassare i soldi della polizza stipulata appena una settimana prima. È la scoperta fatta dai carabinieri dopo il colpo avvenuto in un negozio di ottica a San Giovanni Teatino. Ieri mattina il caso è arrivato davanti al giudice monocratico del tribunale di Chieti Chiara Di Gerio. A ritrovarsi sotto processo, con l’accusa di simulazione di reato, è un dipendente dell’attività commerciale: è stato lui, P.D.C., 41 anni di Sambuceto, a presentare la denuncia davanti ai militari dell’Arma.
L’episodio risale al 21 settembre del 2015. Sono da poco passate le nove del mattino quando P.D.C. telefona al 112: «Correte, nel negozio dove lavoro a Sambuceto c’è stato un furto». Sul posto si precipita una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile di Chieti. In quel momento, oltre all’uomo che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, ci sono il legale rappresentante della società (che poi si scoprirà non essere tale) e il commercialista. È il 41enne a raccontare che ignoti, dopo essersi introdotti nell’esercizio commerciale forzando la porta d’ingresso, avevano rubato ben 588 paia di occhiali da sole e da vista. In pratica, tutta la merce esposta nelle vetrine e custodita nel magazzino per «un valore totale di 34.556,70 euro». Fin da subito, quelle parole non convincono. «Su porte e finestre», scrivono i carabinieri nel verbale, «non vi è alcun segno di effrazione. Il magazzino si presenta in ordine. Nell’area ispezionata non si segnalano impronte, orme di calzature e tracce ematiche o biologiche». P.D.C. riferisce agli investigatori che «la porta è munita di tre chiavi, di cui una in suo possesso, l’altra detenuta dal legale rappresentante e l’ultima da un ragioniere. Dai successivi accertamenti dei carabinieri della stazione di Sambuceto emerge che il negozio aveva sottoscritto un contratto di assicurazione 7 giorni prima. Tant’è che la stessa compagnia assicurativa, ritenendo il furto anomalo, si rifiuta di pagare. E arriviamo all’udienza di ieri, in cui l’imputato è stato difeso dall’avvocato Mariagrazia Sciubba. Uno degli investigatori che ha seguito l’inchiesta ha svelato che quella polizza assicurativa era finita nel mirino dei carabinieri della compagnia di Padova nell’ambito di un’inchiesta sulle frodi. Adesso l’imputato, codice penale alla mano, rischia una pena da uno a tre anni di reclusione. Nella prossima udienza, in programma il 6 febbraio, verranno ascoltati gli ultimi testimoni. Poi arriverà la sentenza.