Finto nipote inganna anziana e badante
Le due donne pagano 600 euro per un pacco che pensavano ordinato dal parente. Caccia ai delinquenti
CHIETI. Un finto nipote, con il trucco del pacco postale, ha truffato un’anziana teatina di 86 anni e la sua badante. L’impostore, probabilmente con l’aiuto di un complice, ha irretito le due donne scappando con 600 euro, tutti i soldi che la pensionata aveva in casa. Adesso sono i carabinieri della stazione di Chieti principale a indagare sull’episodio accaduto in pieno centro storico. Il raggiro è stato realizzato in tre mosse. Al mattino la badante bulgara di 64 anni, che accudisce l’anziana h24, risponde al telefono di casa. «Buongiorno, sono il nipote della signora», si presenta l’interlocutore. «Ho ordinato un pacco: più tardi verrà portato da un corriere a casa della nonna. Al momento della consegna, bisogna pagare 1.500 euro». La badante non riconosce l’uomo, che pure fornisce il nome del nipote vero, ma cade ugualmente nel tranello perché l’interlocutore si rivolge a lei con un soprannome che conoscono solo i parenti e gli amici. In ogni caso la donna fa presente come l’anziana non abbia a disposizione una somma così elevata. «Allora possono bastare anche 600 euro», corregge il tiro il falso nipote. Dopo un po’, sempre sul telefono fisso, arriva un’altra chiamata. È la mossa numero due architettata dai delinquenti. Un secondo uomo, infatti, dice alla badante di essere il corriere che deve fare la consegna. Per rendere tutto più credibile, chiede anche indicazioni precise per raggiungere l’abitazione. Così, a distanza di qualche minuto, l’uomo bussa alla porta dell’anziana. Apre la badante, che riceve il pacco e mette i 600 euro nelle mani del sedicente corriere. Solo in serata, quando a telefonare è il nipote vero, l’anziana e la bulgara capiscono di essere state raggirate. A quel punto scartano il pacco e scoprono che contiene solo una piccola cornice di plastica. Il mattino successivo, la badante non può fare altro che presentare denuncia. (g.let.)

