Finto poliziotto intasca i soldi delle multe

Il titolare di un bar presenta la denuncia che fa scattare l’inchiesta: «Mi diceva che aveva lavorato per anni alla Stradale»
CHIETI. Si finge un poliziotto in pensione e intasca i soldi delle multe. Un uomo di 63 anni, residente a Chieti, è finito sotto processo con l’accusa di sostituzione di persona e truffa. La denuncia che ha fatto scattare l’inchiesta è stata presentata dal titolare di un bar di Montesilvano, caduto nel tranello.
La vicenda risale a qualche anno fa ma arriverà in tribunale solo il prossimo 26 settembre. Il motivo? L’imputato, D.M. le sue iniziali, fino a qualche mese fa risultava irreperibile. E il procedimento a suo carico era stato sospeso.
Stando alla ricostruzione dell’accusa, il truffatore è riuscito a carpire la fiducia di L.N., proprietario di un locale che frequentava con una certa costanza. Il 63enne ha architettato tutto nei minimi dettagli, presentandosi con il nome di Luca e spacciandosi per un appartenente alla polizia di Stato. «Per tanti anni», ha ripetuto più volte al malcapitato, «ho lavorato alla Stradale di Roma». Così, quando ha saputo che al suocero del titolare del bar era arrivata una contravvenzione stradale da 159 euro, ha messo in pratica il piano: «Se mi consegnate 50 euro», è stata la sua proposta, «sono in grado di far derubricare la multa in un’altra meno grave e chiudere la questione». La messinscena è proseguita quando la vittima ha ricevuto «una cartella esattoriale di 407,11 euro per il mancato pagamento dell’originaria multa». Ma anche questo, naturalmente, è stato un modo per allungare ancora i tempi e provare a farla franca. Quando ha capito di essere stato raggirato, il barista non ha esitato a rivolgersi alle forze dell’ordine. Così, nel giro di qualche giorno, D.M. è stato identificato. «L’imputato», si legge nelle carte dell’inchiesta, «ha indotto in errore L.N. procurandosi un ingiusto profitto».
La competenza è del giudice monocratico di Pescara, Giovanni De Renzis, perché il passaggio di denaro è avvenuto a Montesilvano. L’imputato è difeso dall’avvocato Stefano Azzariti.
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