Fiorentino pugnalato al cuore, mercoledì il funerale a Casoli

17 Gennaio 2022

Sul 46enne senza fissa dimora trovate ferite di almeno cinque coltellate inferte al petto e al collo In carcere per omicidio volontario un 67enne. L’ultimo saluto dopodomani a Santa Reparata alle 10

CASOLI. Si svolgerà mercoledì 19 gennaio, alle 10 nella chiesa di Santa Reparata, il funerale di Paolo Fiorentino, 46 anni, ucciso da una coltellata al petto lo scorso 12 gennaio in Toscana, a Marina di Carrara. Ieri i carabinieri hanno effettuato un altro sopralluogo nel luogo dell’omicidio, nell’ex Colonia Vercelli adibita fino a poco tempo fa a campo profughi. Oggi è prevista l’autopsia. In carcere con l’accusa di omicidio volontario è finito un 67enne, Francesco Di Blasi, originario di Palermo.
L’OMICIDIOPaolo Fiorentino e Francesco Di Blasi erano senza fissa dimora e dividevano l’ex Colonia Vercelli, un luogo fatiscente che il Comune ha in progetto di bonificare. Si trova adiacente a una scuola. Fiorentino arriva a Marina di Carrara dopo un lungo girovagare per l’Italia: Milano, Bologna, Chieti, Pescara, queste le mete conosciute. A volte torna a Casoli, suo paese natale. Vive di espedienti, è aiutato dalla Caritas, a volte dai servizi sociali, altre da volontari. Poi nuovamente in giro per l'Italia in cerca di lavoro, nuova vita ed esperienze: lavori salutari, sistemazioni di fortuna, una vita che giorno dopo giorno è fatta sempre più di stenti. Il 46enne di Casoli sarebbe stato attinto da almeno cinque coltellate inferte con un coltello da cucina: all’altezza del cuore e poi sul collo. Sarà comunque l’autopsia a dare un quadro più completo ed esaustivo.
IL PRESUNTO OMICIDAA costituirsi per il fatto nella mattinata del 13 gennaio è Francesco Di Blasi, 67 anni, anche lui senza fissa dimora e originario di Palermo. «È successo un fatto grave, ho litigato con una persona, andate a vedere», dice ai carabinieri poi si chiude nel silenzio. Il gesto di costituirsi, andando dai carabinieri, ha fatto sì che il fermo non venisse convalidato, per questioni procedurali, ma contestualmente per Di Blasi sono state disposte le misure cautelari considerati gli indizi e la sua personalità. Resterà dunque in carcere a Massa. A dare l’allarme, giovedì scorso, verso le 8, è stata una donna che saltuariamente portava qualche aiuto a Paolo preoccupandosi anche del suo ultimo cane: una cucciola bianca e nera. Al momento di entrare nell’ex Colonia Vercelli la donna ha raccontato di aver incrociato il presunto assassino, Di Blasi. Quest’ultimo le avrebbe detto che Paolo «stava male» prima di precipitarsi fuori e dirigersi nella vicina caserma dei carabinieri.
CASOLIL'ultima volta che Paolo Fiorentino è tornato a Casoli era appena scoppiata la pandemia. Poi si è nuovamente allontanato e nessuno ha più saputo nulla di lui fino a giovedì scorso quando è arrivata la notizia della tragica scomparsa. In paese Paolo aveva svolto qualche lavoro saltuario nel passato come una borsa lavoro nella Comunità montana, occupazione che comunque mantenne per poco tempo. Era così Paolo: arrivava e ripartiva senza lasciare tracce. Note le sue proteste, come quella dell'agosto del 2013, in largo Scalelle a Casoli, davanti la sua abitazione quando si accampò in una tenda: reclamava contro il blocco dell’utenza dell’energia elettrica e del gas, per il mancato pagamento delle bollette.
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