Fioriti: anche per noi il sindaco si dimetta

ATESSA. Terremoto nella maggioranza: anche Progetto Atessa si sfila dall’appello del sindaco Giulio Borrelli e ne chiede le dimissioni. L'abbandono dell’assessore Giovanna Ceroli, che si è dimessa...
ATESSA. Terremoto nella maggioranza: anche Progetto Atessa si sfila dall’appello del sindaco Giulio Borrelli e ne chiede le dimissioni. L'abbandono dell’assessore Giovanna Ceroli, che si è dimessa anche dal Pd, a quattro mesi dalle amministrative, portano in fibrillazione la vita politica atessana. Il sindaco Borrelli, dopo la decisione di Ceroli, aveva rivolto un appello: «Chiedo a tutti i consiglieri di buona volontà, comunque collocati politicamente, di contribuire con noi allo sforzo per dare risposte concrete e immediate ai problemi della città». La proposta è già stata rimandata al mittente dal consigliere di minoranza, esponente della Lega, Enzo Pellegrini.
«La maggioranza non c’è più. È una minoranza che, se vuole governare, dovrà ricorrere sempre ed esclusivamente alla “seconda convocazione” del consiglio comunale allorquando è possibile approvare una delibera con soli sette consiglieri», afferma Carmine Fioriti, di Progetto Atessa.
Oltre alla Ceroli, hanno abbandonato la maggioranza l'assessore Pasqualino Zaccardi e il presidente del consiglio comunale Enrico Flocco e un altro paio di consiglieri, da un po’ di tempo disertano il consiglio. «Per quanto riguarda l’appello che c’è stato rivolto», continua Fioriti, «in questa fase è assolutamente irricevibile, dal momento che siamo stati costretti per lungo tempo a fare opposizione. Se lo stesso appello fosse stato rivolto ad inizio consigliatura sicuramente avremmo potuto valutare meglio e concretamente una simile evenienza, anche perché non avevano posizioni preconcette».
Riguardo alle dimissioni del sindaco avanzate da Pellegrini, Fioriti afferma: «Sarebbero la cosa migliore da fare in questo momento; darebbero alla città l’amministrazione di un prefetto, considerato che, se per il piano regolatore si può ricorrere a un commissario, tanto vale che si ricorra a esso anche per tutto il resto. Sarebbe un periodo, come da semestre bianco, nel quale partiremmo tutti alla stessa maniera e potremmo anche svolgere una campagna elettorale tranquilla, corretta, propositiva con risultati a favore di Atessa».
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