Fioriti: ma ad Atessa sono troppi

Il sindaco Borrelli scrive al prefetto: chiediamo arrivi limitati, regolati e controllati
ATESSA . Centro accoglienza immigrati ex Il Mulino, Carmine Fioriti, consigliere di minoranza, scrive al prefetto Gerarda Pantalone Capo dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno:«55 migranti ad Atessa sono troppi, alleggerite il peso di tale presenza». Atessa conta complessivamente 10.075 abitanti ma ha territorio molto vasto (11.003 ettari) con numerose contrade. Nel centro, di soli 3.500 abitanti, è situato il centro di accoglienza. «Come appare ben in evidenza» scrive Fioriti al prefetto Pantalone «le cifre sono ben lontane dal progetto Minniti, che pure va lodato indiscutibilmente per quel che sta facendo; progetto che prevede un rifugiato ogni 400 abitanti, e Atessa ne dovrebbe contare al massimo 25 unità, se si considera l’intero territorio, e solamente 9 se si considera il centro. Ma la perplessità non si ferma qui. Nel centro di accoglienza di Atessa stazionano 10 richiedenti asilo del Bangladesh, 2 del Burkina Faso, 5 del Senegal, 6 del Ghana ed il rimanente di altre Nazioni; non solo, vi sono 17 persone che hanno richiesto asilo dal 26 ottobre 2016 e che attendono ancora risposta». Ad Atessa 25 immigrati arrivarono ai primi di ottobre del 2016, di questi pochi giorni dopo, 13 eritrei si dileguarono e furono poi rimpiazzati da altri arrivi. Nei mesi precedenti, all'arrivo ci fu la costituzione di un comitato, Atessa agli Atessani (che ha poi contribuito alla costituzione della lista con la quale Carmine Fioriti si è presentato alle elezioni comunali) che raccolse 1.600 firme “no al centro”, e manifestazioni varie alla cui organizzazione contribuirono anche cittadini ed esponenti di Forza Nuova. Inoltre, un'attivista di Atessa agli Atessani, Debora Fioriti, poi entrata nella lista di Fioriti, fu allontanata dal parroco, dalla sua funzione di catechista, «Perché si è esposta troppo politicamente». Infine, ai primi di novembre, all'interno del recinto del centro di accoglienza, fu fatta trovare una scatola di cartone contenente una testa di capretto appena sgozzato con queste frasi intimidatorie: “Per la cooperativa 1° avvertimento andate via” e ancora “Boom Coop Boom”. «Anche noi» dice il sindaco Giulio Borrelli «abbiamo inviato al prefetto di Chieti un'articolata lettera nella quale, ribadendo la nostra posizione sul fenomeno degli arrivi di migranti, che devono essere «limitati, regolati e controllati», abbiamo ribadito che bisogna rispettare l'accordo tra Anci e Viminale cioè 2,5 immigrati ogni 1000 abitanti e che non è giusto sovraccaricare solo alcuni comuni senza una distribuzione non equilibrata. Abbiamo anche chiesto alla cooperativa che gestisce il centro di essere messi al corrente di arrivi e partenze per avere la situazione reale».
Matteo Del Nobile
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