Firme false, assolto Colantonio

3 Dicembre 2016

Il giudice: controllava sempre i documenti dei sottoscrittori

CHIETI. Assolto “perché il fatto non costituisce reato”. Con questa formula il giudice Isabella Allieri ha mandato assolto l’assessore comunale Mario Colantonio dall’accusa di aver presentato firme false nel corso delle operazioni per la presentazione delle liste nella campagna elettorale per le elezioni comunali del 2010 che videro la prima vittoria del sindaco Umberto Di Primio. Le motivazioni della sentenza sono state rese note solo a fine ottobre. L’assessore comunale, difeso dall’avvocato Gaetano Berardi, è stato accusato del reato previsto all’articolo 479 del codice penale, vale a dire quello di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Secondo l’accusa, infatti, Colantonio “in qualità di pubblico ufficiale”, essendo ai tempi consigliere comunale appartenente allo schieramento di minoranza, “attestava falsamente l’avvenuta apposizione alla propria presenza della firma, poi risultata apocrifa”, vale a dire non autentica, di uno dei sottoscrittori della lista di candidati alle elezioni comunali della lista “Giustizia Sociale Di Paolo” (che all’epoca si presentò non contro ma a favore del sindaco Di Primio e dello schieramento di centrodestra) “e l’avvenuta identificazione” del sottoscrittore in questione “a mezzo di esibizione di documento di identità”. Nonostante la consulenza grafologica avesse accertato che la firma del sottoscrittore fosse effettivamente falsa, “l’assunto accusatorio”, dice il giudice, “non è stato provato”, visto che “tutti i testi esaminati hanno riferito che il Colantonio era sempre presente e che controllava sempre i documenti dei sottoscrittori, raccomandando a tutti gli interessati di non firmare più liste”. (a.i.)