Fisioterapisti, 2 su 3 sono falsi Campagna del sindacato Spif
CHIETI. É una vera e propria lotta all’abusivismo nelle prestazioni di fisioterapia e riabilitazione quella che porta avanti lo Spif & A.R. (Sindacato professionale fisioterapisti & area...
CHIETI. É una vera e propria lotta all’abusivismo nelle prestazioni di fisioterapia e riabilitazione quella che porta avanti lo Spif & A.R. (Sindacato professionale fisioterapisti & area riabilitativa), il cui responsabile nazionale dell’Ufficio contrasto all’abusivismo è il teatino Lorenzo Ricucci. L’appello del sindacalista è quello di segnalare al sindacato casi di svolgimento della professione in maniera abusiva. E, possibilmente, corredare le segnalazioni con prove documentali (tipo pubblicità, biglietti da visita, fatture, ecc). «Prove indispensabili», sottolinea Ricucci, «per poter inoltrare alle autorità la segnalazione del presunto abuso». Lo Spif& A.R. ha stipulato protocolli d’intesa con diverse forze dell’ordine, come il Nas dei Carabinieri, Finanza e Polizia municipale. Ma cosa deve fare il cittadino per tutelarsi dagli abusivi ed essere sicuro di essere di fronte a un vero fisioterapista? «Deve richiedere la laurea», risponde Ricucci, «solo così si è sicuri di non incappare in un abusivo. Secondo i nostri dati, su tre fisioterapisti uno è vero gli altri due sono falsi». Per questo lo Spif ha lanciato la campagna informativa contro l’abusivismo. (a.i.)

