Fiume Pescara deturpato, due indagati

I carabinieri forestali denunciano Costanzi, commissario regionale del Consorzio di bonifica, e il dirigente tecnico Garofalo
CHIETI. Scarico di sostanze pericolose nel fiume Pescara, danneggiamento aggravato di acque pubbliche, violazione del vincolo paesaggistico e deturpamento di bellezze naturali. Ecco le accuse con le quali sono stati denunciati Paolo Costanzi, commissario regionale del Consorzio di bonifica Centro, e Cesare Garofalo, dirigente tecnico dello stesso ente. L’indagine dei carabinieri forestali della stazione di Chieti, coordinati dai tenenti colonnelli Tiziana Altea e Marco Santilli, riguarda il depuratore comunale San Martino. Il caso è finito in procura dopo che l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) ha comunicato i risultati delle analisi sui prelievi fatti a Chieti Scalo, in zona Selvaiezzi, nei pressi del depuratore comunale San Martino. I militari dell’Arma hanno così accertato che, nel fiume, sono finite acque di scarico che superavano il valore limite di zinco e anche di altre sostanze per le quali sono però previste sanzioni amministrative e non di natura penale. Tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo, in base alle accuse, sono stati segnalati più scarichi irregolari che deriverebbero da lavori di manutenzione dell’impianto senza le dovute precauzioni. «L’articolata gestione dei depuratori, comunali e non», spiegano i militari dell’Arma, «costituisce da sempre una criticità seguita dai carabinieri forestali, in quanto anche condotte colpose od omissive possono rappresentare un serio pericolo per l’ambiente con potenziali ripercussioni sulla salute pubblica». Paolo Costanzi, invece, fa sapere: «La premessa è che non ho ricevuto nessuna comunicazione giudiziaria, né conosco i dettagli della vicenda. Parlando con il dirigente tecnico con delega alla gestione della depurazione, è venuto fuori che il problema potrebbe essere legato alla giornata in cui è stato sostituito un componente dell’impianto non più funzionante. Dai dati in possesso del consorzio, cioè le analisi fatte in quella giornata, emerge che il parziale superamento di alcuni valori è in realtà immediatamente rientrato. Tutto sarà oggetto di puntuale e motivata spiegazione tecnica che farà la giusta chiarezza. Di certo, non c’è stato alcun inquinamento e il depuratore, non certamente da oggi, risulta sempre perfettamente efficiente». Sull’operazione sono intervenuti anche gli ambientalisti. «La prima segnalazione», ricorda Pier Paolo Moroni, coordinatore per la provincia di Chieti delle guardie Wwf, «è stata inviata attraverso posta elettronica certificata già il 21 novembre 2019. Avevamo avvertito fastidiosi cattivi odori e, seguendone la scia, ci siamo imbattuti in una grossa condotta di scarico dalla quale fuoriusciva copiosa e abbondante acqua di colore nero». «Un ringraziamento», aggiunge Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti-Pescara, «va ai carabinieri forestali».

