Flacco: «Colpa dei medici, non della Asl»

Vasto, esame nel 2018 a una malata di tumore. Il direttore: paziente abbandonata, chi fa l’impegnativa decide i tempi
VASTO. Rispetto per la persona malata ma bacchettate a chi, dimenticando di mettere una semplice sigla sull’impegnativa, non ha evitato il disagio a una malata di tumore. Il direttore della Asl, Pasquale Flacco, difende l’azienda e ammonisce: «Basta crocifiggere la Asl. Abbiamo posti disponibili che nessuno usa. Con tutto il rispetto per la persona malata, e per il percorso impegnativo e doloroso legato alla patologia oncologica, non posso permettere che l’azienda faccia la parte dell’orco che non ha attenzione né cura per i propri assistiti», annota Flacco che subito dopo spiega: «Nel caso della paziente di Vasto sono stati commessi errori grossolani che non possono essere addebitati al Cup, come sempre terminale di tutti gli strali». La vicenda a cui fa riferimento il direttore generale è il caso di E.P., malata di tumore che nel prenotare un’ecografia di controllo, da fare entro ottobre, ha ottenuto un appuntamento per il 2018. Un caso segnalato dal Centro al fine di migliorare i servizi per chi è malato.
«I pazienti oncologici non prenotano mai i loro esami direttamente perché sono attivati percorsi dedicati. I controlli vengono programmati ed effettuati secondo protocollo senza che il malato debba preoccuparsene. Gli appuntamenti vengono fissati direttamente dai servizi di oncologia e dagli specialisti che seguono il caso. Funziona così per tutti i pazienti seguiti nelle nostre strutture. Mi chiedo, allora, chi abbia abbandonato questa signora a se stessa, e chi non si sia fatto carico del suo problema. E, ancora, perché il medico che le ha fatto l’impegnativa non abbia barrato la lettera D (prestazione differita) del codice di priorità che le avrebbe permesso di fare l’esame non lontano dal luogo di residenza entro un tempo massimo di 30 giorni». Nel fare una verifica Flacco ha accertato la disponibilità di ecografie complete per il 19 luglio a Ortona e il 5 agosto a Vasto e così in altre sedi. «Questo», spiega il dirigente, «senza che venga superato il limite temporale di un mese. La Asl è pronta a riconoscere le colpe quando sono fondate, ma sulle prenotazioni è tempo di fare chiarezza. È il medico che fa la prescrizione e decide quanto tempo debba aspettare un paziente per un esame o una visita specialistica, in base alla diagnosi e alla gravità del caso», rivela il direttore. La lettera U significa urgenza. «Una prestazione accompagnata da lettera U (urgente) sarà eseguita in 72 ore, con lettera B (breve) in 10 giorni, con lettera D (differita) 30 giorni e con lettera P (programmata) in un tempo più lungo perché legata a controlli e follow up. E i posti ci sono sempre nelle agende di prenotazione, salvo che restino vuoti perché chi fa le prescrizioni non si preoccupa di utilizzarli, come in questo caso», dice Flacco stigmatizzando il comportamento di chi non ha seguito E.P. a dovere. «Le disponibilità aziendali esistono e sono documentabili, non possiamo rispondere di inefficienze che sono di altre figure». Infine sulla proposta di fare l’esame in tempi più brevi dal privato, Flacco rimarca che è un obbligo ministeriale, non un favore fatto alle cliniche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

