Flacco: niente ipotesi tagli a Lungodegenza

4 Aprile 2015

Il direttore sanitario Asl: al Renzetti restano i 20 posti. Il Nursing Up frena: 10 in meno senza infermieri

LANCIANO. «All’ospedale Renzetti non c’è alcuna riduzione di posti letto in Lungodegenza. E nessun ridimensionamento dell’assistenza. Disegnare scenari di tagli è un esercizio dannoso». Sono le parole del direttore sanitario della Asl Lanciano-Vasto- Chieti, Pasquale Flacco, che vanno a smentire le notizie secondo cui la riduzione dei contratti del personale flessibile produrrebbe un taglio di posti letto allospedale Renzetti, in particolare in Lungodegenza.

«I posti letto della Lungodegenza restano quelli indicati nel piano regionale. Qualora venissero a crearsi carenze dovute al mancato rinnovo del personale interinale, sarà nostro obbligo provvedere alla sostituzione delle unità in uscita, così da garantire continuità nei livelli di assistenza. Questa è l’unica verità per l’ospedale di Lanciano, che non è minacciato da alcun rischio di contrazione, nelle attività come nella dotazione dei letti».

Il problema del taglio di 10 letti in Lungodegenza a partire dal 1° aprile è stato sollevato dal Nursing Up, sindacato degli infermieri, sulla base di un provvedimento che sarebbe stato preso dalla direzione sanitaria del presidio, e non dalla Asl e quindi dal direttore Flacco, come soluzione temporanea per far fronte al mancato rinnovo dei contratti di tre infermieri in medicina. Si sarebbero spostate tre unità dalla Lungodegenza in Medicina e per evitare problemi in lungodegenza dove sarebbero rimasti solo 10 posti letto, dei 20 in dotazione, con un infermiere e un operatore socio sanitario.

«Il provvedimento di ridurre a 10 posti letto, per fare un’assistenza modulare, è stato preso dal direttore sanitario di presidio per far fronte al mancato rinnovo di tre contratti di infermieri a Medicina», spiega Patrizia Bianchi, del Nursing Up «in attesa che arrivi del personale la situazione resterà questa. Quindi i posti potrebbero tornare a 20 qualora arrivassero altri infermieri». Una disposizione che potrebbe chiudersi il 7 di aprile se dovessero arrivare al Renzetti alcuni infermieri dell’ospedale di Atessa che, proprio dal 7 aprile, vedrà chiuse le attività chirurgiche e ortopediche.

Teresa Di Rocco

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