Focolaio alla casa di riposo, 60 positivi

Contagiati 42 anziani e 18 dipendenti: ora mancano gli infermieri. Morta anche una ospite di 89 anni: è la terza vittima
ORTONA . Maxi focolaio alla rsa “Berardi” di Ortona. Scoperti sessanta positivi tra dipendenti ed ospiti. E purtroppo c’è un morto, il terzo dopo quelli registrati nei giorni scorsi. Quanto si temeva a seguito dei due anziani della struttura venuti a mancare con il Covid-19, si è concretizzato all’esito dei tamponi molecolari a cui sono stati sottoposti sia il personale della residenza che gli ospiti ricoverati al suo interno.
Ieri sono stati comunicati i risultati dei controlli che hanno svelato un quadro critico, con la presenza di un focolaio che mette in crisi anche la normale attività di assistenza vista la presenza di tanti operatori infetti. I numeri sono eloquenti: all’interno della casa di riposo è stato riscontrato il contagio di quarantadue ospiti, tredici operatori sanitari e altri cinque non sanitari. Una situazione molto difficile per la quale il sindaco Leo Castiglione, in qualità di massima autorità sanitaria cittadina, si è subito attivato. In stretto contatto con la direzione della rsa ha avviato immediatamente un’interlocuzione con la Asl Lanciano Vasto Chieti per far partire tutte le iniziative necessarie e chiedere il supporto sanitario, considerata la mancanza di personale in grado di operare. «La situazione desta preoccupazione», commenta il primo cittadino ortonese, «sono state attivate immediatamente tutte le procedure affinché venga garantita la sicurezza».
L’unica nota incoraggiante è che tra i tanti casi, fino al pomeriggio di ieri solo una persona era ricoverata in ospedale. Ma insieme alla diffusione del contagio all’interno della Berardi, purtroppo non mancano nemmeno i lutti. Proprio ieri mattina è deceduta una donna, G.D.C. di 89 anni. È la terza ospite della casa di riposo che viene a mancare dopo la morte di F.D.M., di 82 anni, ed E.A., un uomo 86enne. Il monitoraggio è continuo e la speranza è che si possa riscontrare un miglioramento delle condizioni di salute delle persone coinvolte nel focolaio.
Anche nei mesi scorsi alla Berardi si era parlato di contagi di un’infermieria e di un’ospite di 77 anni. Ma non si era verificata nessuna emergenza, tant’è che nei giorni successivi erano arrivate parole rassicuranti dal direttore sanitario Giannina Di Florio. «È pervenuto il risultato con esito negativo del tampone molecolare Sars Cov 2 eseguito sull’unica ospite che aveva avuto esito dubbio nello screening eseguito l’8 novembre dopo la positività accertata di un operatore», aveva annunciato. «Quindi ad oggi lo stato di emergenza è rientrato. Ringrazio gli operatori per la professionalità dimostrata».
Adesso, però, i sessanta contagi destano più di una preoccupazione e hanno fatto salire vertiginosamente i casi in città. Infatti il bollettino racconta di numeri che sfiorano quota duecento. Ad Ortona il coronavirus continua a far paura.
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