Foibe, lezione dai ragazzi: «Noi non dimentichiamo»

11 Febbraio 2017

San Salvo, studenti protagonisti della commemorazione delle vittime dell’eccidio Con monologhi, racconti e letture di brani raccontano la buia pagina di storia

SAN SALVO. Testimonianze, letture di brani, monologhi e una rigorosa ricostruzione storica. Sono stati gli studenti dell’istituto Mattioli i veri protagonisti della giornata in ricordo delle vittime delle Foibe, l’eccidio ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, avvenuto durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra ad opera dei Comitati popolari di liberazione.

“Comprendere per non dimenticare”, questo il tema della partecipata manifestazione che si è svolta nell’aula magna della scuola, alla presenza di numerose autorità, fra le quali il prefetto Antonio Corona, il capitano dei carabinieri Giancarlo Vitiello e la sindaca Tiziana Magnacca. Dopo i saluti della preside Sara Solipaca, c’è stata una breve lezione di storia tenuta dal professor Davide Aquilano, che ha delineato il quadro storico nel quale si sono verificate le deportazioni. Molto apprezzato l’intervento del prefetto.

«Ci ha saputo far rivivere tramite un semplice esempio le sensazioni e gli stati d’animo che uomini, donne e bambini italiani hanno provato durante tutto il periodo dell’eccidio», spiega Giorgia Di Tommaso, studentessa del Mattioli, «un discorso che non dimenticheremo facilmente, così come non dovremo mai dimenticare cio che purtroppo è accaduto 60 anni fa».

Durante la manifestazione sono intervenuti anche la sindaca -che ha evidenziato il ruolo da protagonisti avuto dai ragazzi, i quali hanno dato vita a monologhi, racconti e letture di brani su testimonianze di esuli - il rappresentante d’istituto Luca Corsica e Sandro Liberatore, responsabile dell’ufficio scolastico provinciale.

«Si tratta di una pagina della storia italiana ed europea ancora oggi tra le meno note», commenta a margine della cerimonia commemorativa Tiziana Magnacca, «benché meritevole di conoscenza e di approfondimento per le tematiche sollevate. La persecuzione razziale e gli scontri etnici, ideologici o religiosi, sono ancora presenti in diverse regioni del mondo, condizionando le relazioni fra gli Stati e i popoli. Come hanno sottolineato i ragazzi del Mattioli, il senso di tali manifestazioni è affidarsi alla riflessione storica e alle testimonianze, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una cultura che sia finalmente di autentico dialogo e di pace».

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