Foibe, ristrutturato il monumento

Era stato distrutto dai vandali. Ad Atessa polemica per la mancata intitolazione
LANCIANO. Dopo 5 anni e a ridosso del Giorno del Ricordo, torna a vivere il monumento dedicato ai Martiri delle Foibe. Il “Comitato 10 Febbraio”, grazie all’aiuto logistico ed economico dell’assessorato alla cultura del Comune, ha rimesso a nuovo l’opera, contro la quale si erano accaniti i vandali e l’usura. Grazie al lavoro del fabbro frentano Luca Rosato sono state installate nuove mani ad accogliere il fascio di luce che cerca di non far morire il ricordo di ciò che è stato. «Era già da un po’ che pensavamo a come ristrutturare il monumento usurato dai segni del tempo ed oggetto di atti vandalici», spiega Rocky Mariano, presidente del Comitato 10 Febbraio che nel 2011 realizzò il monumento, «finalmente, grazie anche all’interessamento dei ragazzi di CasaPound, siamo riusciti a ridare dignità a un luogo adibito al ricordo e alla commemorazione. Un ringraziamento va all’assessore Pino Valente per l’aiuto che ci ha dato». Alle 10, accanto al monumento rimesso a nuovo, viene deposta una corona di alloro. A Fossacesi, alle 18, appuntamento al teatro di via Roma con la proiezione del documentario “Foibe, martiri dimenticati” a cura del “Comitato 10 febbraio” che si avvale della collaborazione del comitato cittadino “Terra Nostra”. Intervengono Marco Di Michele Marisi e l’esule Magda Rover.
Ad Atessa va di scena la polemica per la mancata titolazione di una strada, piazza o largo, ai Martiri delle Foibe, così come deciso dal consiglio comunale cinque anni fa. L’11 marzo del 2011 l’allora consigliere comunale ed ex assessore, Luigi Marcolongo (Forza Nuova), propose la mozione di titolazione che passò con 17 voti favorevoli e uno contrario, quello dell’ex senatore Pd, Angelo Staniscia. Da allora si sono avute altre titolazioni, compresa una a Raffaele Sciorilli Borrelli, esponente del Pci, approvata nello stesso consiglio, ma nessuna decisione è stata presa dall’amministrazione comunale. «È evidente», afferma la federazione Fn Atessa-Sangro-Aventino, «che il sindaco Nicola Cicchitti e la sua giunta si mostrano irrispettosi sia nei confronti del consiglio comunale che aveva preso una decisione chiara e impegnava gli amministratori ad attuarla, sia nei confronti della sofferenza delle decine di migliaia di connazionali che tra il 1943 e il 1947 trovarono la morte nelle italianissime terre orientali per non aver voluto rinnegare la loro identità; un’immane tragedia per tanti anni taciuta e che dal 2004 è ufficialmente ricordata a livello nazionale». (m.d.n. e l.c.)
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