Folla all’addio a Roberti con le note della Mannoia

11 Aprile 2019

Lentella. Celebrato il funerale dell’artigiano caduto dal tetto di un capannone In chiesa esponenti dell’amministrazione comunale e gli atleti della ex squadra 

LENTELLA. Sotto un cielo plumbeo e gelido sono stati celebrati ieri pomeriggio a Lentella i funerali di Massimo Roberti, l’artigiano caduto dal tetto di una capannone della zona industriale di Mafalda (Campobasso) mentre lavorava.
La piazza del paese si è riempita di parenti, amici e colleghi di Roberti che si sono stretti attorno ai genitori e ai fratelli dell’uomo. Tanti i volti bagnati, e non certo dalla pioggia.
La bara arrivata in paese da Termoli è stata portata a spalla in chiesa lungo il percorso in salita dai colleghi della Euro Service e della Comet. Il passo del corteo è stato scandito dalla marcia funebre suonata dalla banda di Tufillo, in un atmosfera mesta e solenne. Tutte le attività si sono fermate durante i funerali.
Davanti alla chiesa il gonfalone del paese era listato a lutto. Come annunciato nei giorni scorsi il sindaco Carlo Moro ha dichiarato ieri il lutto cittadino in concomitanza con la celebrazione delle esequie.
Grande il cordoglio di tutta la comunità. Un dolore ribadito dal parroco, don Simone Calabria nel corso dell’omelia anticipata dalle note del brano di Fiorella Mannoia “Che sia benedetta”. Il testo è stato ripreso dal celebrante. «Per quanto assurda e complessa la vita, il Signore ci esorta ad amarla. La fretta non ci fa capire quanto è bella». Poi l’esortazione a non arrendersi anche davanti a tragedie così grandi. «La morte di Roberto ci deve portare a comprendere che c’è un Dio che non ci abbandona».
In chiesa oltre al sindaco che ha ribadito il grande dolore per il lutto, anche altri componenti dell’amministrazione comunale e i collaboratori e gli atleti dell’Asd Lentella, la squadra che Roberti adorava e di cui era stato presidente.
La funzione è terminata con il lancio verso il cielo di centinaia di palloncini bianchi, gialli e verdi: i colori della sua squadra. Il feretro è stato quindi accompagnato nel cimitero del paese dove riposerà per sempre.
E intanto proseguono le indagini sulla morte dell’artigiano, coordinate dalla Procura di Larino, competente per territorio. Ieri è cominciata la perizia sul luogo dell’incidente mortale. La Procura ha chiesto che venga ricostruita la dinamica esatta dell’incidente cercando di capire se ci sono responsabilità ad eventualmente di chi sono.
Cinque sono al momento le persone indagate ma non è affatto escluso che dopo il sopralluogo di ieri il loro numero sia destinato a salire.
Il risultato degli accertamenti tecnici sarà consegnato alla Procura fra 40 giorni. Per i risultati dell’esame autoptico e dei prelievi istologici, invece, il medico legale incaricato dai magistrati, ha chiesto 90 giorni. (p.c.)
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