Folla di fedeli all’Iconicella per il rito della Squilla

Monsignor Cipollone: quest’anno anche questo evento è legato alla misericordia e come papa Francesco trova nelle lettere della parola le virtù da seguire
LANCIANO. «Ugne matine sone ma nen vale la voce de lu ciele, pè ugnune, chi sa pecchè!..le tè sole a Natale!» Quest’ultima terzina della poesia di Cesare Fagiani “La squije di Natale” per il vicario generale della diocesi di Lanciano-Ortona, don Antonio Di Lorenzo racchiude tutto il senso della Squilla, di questa campanella posta sulla torre civica che suona ogni mattina ma che sono nella sera del 23 dicembre acquista un valore particolare. Squilla che, come fatto notare dal vescovo Emidio Cipollone dinanzi alla chiesa dell’Iconicella, quest’anno è misericordia. «Il messaggio della Squilla», ha detto, «è lo stesso della misericordia ovvero pace, riconciliazione, amore, famiglia, tanto che questa tradizione che rende unica Lanciano quest’anno, col giubileo della misericordia, diventa mondiale». Una tradizione cara ai lancianesi che numerosi hanno partecipato alla processione che si snoda dalla piazza all’Iconicella e ritorno. Processione che ricorda il cammino di Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme, voluto nel 1589 dall'arcivescovo Paolo Tasso. «Mi piace imitare papa Francesco», ha detto il vescovo, «che nelle lettere che compongono la parola misericordia ha indicato 24 virtù da seguire. Lo farò con la parola squilla. «“S”come sicurezza, in Dio, come spiritualità. “Q” come quiete, tranquillità perché andando sempre di corsa perdiamo di vista l’indispensabile. “U” di umiltà. “I” come impavidità, inquietudine e intuizione. Non dobbiamo essere timorosi, ma inquieti nel senso di essere in movimento, di darsi da fare e intuitivi; dobbiamo intuire le cose non visibili. “L”di lealtà, lucentezza, laicità. Siate luminosi nel mondo, leali e onesti. Infine la “A” di affabilità; non siate musoni», ha chiuso Cipollone, «ma affabili e sorridenti per aprire gli spazi verso gli altri. “A” di Amen, parola che significa “così è”, perché proprio cosi è e sarà la squilla, messaggio di misericordia ogni giorno dell’anno». Dopo il messaggio di nuovo a piedi fino in piazza dove alle 18 la squilla ha cominciato i suoi rintocchi ai quali, alle 19, si sono aggiunti quelli di tutte le campane delle chiese frentane. Ed è alle 19 che il rito si diffonde in tutte le case dei lancianesi dove, dopo la preghiera, ci si scambiano gli auguri.

