Folla per padre Guglielmo

12 Luglio 2016

Consegnate al frate di San Pio le Chiavi di Guardiagrele

GUARDIAGRELE. Tantissima gente ha partecipato domenica sera alla seduta straordinaria del consiglio comunale, svoltasi all’aperto in contrada Sciorilli, nel corso del quale il sindaco Simone Dal Pozzo ha consegnato le “Chiavi della città” al padre cappuccino guardiese Guglielmo Alimonti, discepolo di Padre Pio e creatore nel mondo di oltre 400 gruppi di preghiera del Santo di Pietralcina. Il frate cappuccino, vera figura carismatica, è arrivato nella contrada guardiese che gli ha dato i natali accompagnato da diversi pullman provenienti da Pescara, pieni di fedeli della parrocchia del Santuario dei Sette Dolori, dove da oltre trent’anni, svolge il proprio ministero. In un clima di commozione e partecipazione, dopo i saluti di Argentino Alimonti, presidente della locale associazione “La Fontana”, il consiglio comunale è stato aperto dagli interventi dei tre capigruppo consigliari: Ambra Dell’Arciprete, Franco Caramanico e Donatello Di Prinzio, che hanno evidenziato il valore simbolico della cerimonia della consegna della chiavi. Il sindaco Dal Pozzo, ha quindi ricordato che le “Chiavi della città” sono il simbolo della sua custodia, ma devono servire anche all’apertura della stessa all’accoglienza, come da sempre insegna padre Guglielmo. «È infatti fondamentale», ha precisato Dal Pozzo, «costruire strade e infrastrutture non soltanto fisiche, ma anche immateriali, per collegare la comunità cittadina al suo interno e all’esterno, in nome di un bene superiore: quello comune». Il momento della consegna delle chiavi, durante il consiglio comunale si è alzato in piedi, e stato poi suggellato dal discorso di padre Guglielmo che ha rivolto a tutti l’invito a essere costruttori delle proprie vite e di quella della comunità con gioia e condivisione e ha poi ricordato gli anni duri della guerra vissuti da bambino a Guardiagrele, la sua crescita spirituale al fianco di Padre Pio e le sue missioni all’estero su incarico dell’Onu. L’intervento del frate, seguito dalla gente tra occhi lucidi e riflessioni, è stato infine salutato dal presidente del consiglio comunale Nevio Salomone, che ha chiuso la seduta richiamando il messaggio di pace del cappuccino.

Giovanni Iannamico

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