Fondazione, inchiesta doppione

5 Ottobre 2014

L’Ateneo denuncia l’istituzione di Cuccurullo per 57 milioni spesi in dieci anni: il pm aveva già archiviato

CHIETI. Che cosa chiede l’Ateneo alla procura nella denuncia contro la Fondazione D’Annunzio di Franco Cuccurullo? Vuole che indaghi su 57 milioni di euro che l’istituzione, presieduta dall’ex rettore, ha speso in dieci anni. Come ha investito i soldi e, soprattutto, c’è stata una fuga di fondi? La denuncia, voluta dal dg dell’Ateneo, Filippo Del Vecchio, è di gennaio scorso, e rientra in quella che possiamo sintetizzare come un duello, senza tregua, tra gli attuali vertici dell’Università e gli ex. Una battaglia che è sconfinata anche in veleni e dimissioni a catena, dal Cda della Fondazione o dal collegio dei revisori dei conti dell’Ateneo, e in denunce e inchieste incrociate.

Dieci anni fa, il Cda della Fondazione, su proposta dell’allora presidente, Carmine Di Ilio - schierato ora dall’altra parte nei panni di rettore e successore di Cuccurullo – decide di ricorrere al sistema dell’house providing, cioè dell’affidamento diretto degli appalti, come quello della manutenzione, evitando gare d’affidamento, in virtù del fatto che la Fondazione è un ente di diritto privato. E’ un sistema da tempo al centro di un dibattito: è discusso e criticato anche dal Mef ma non è vietato.

Così vengono spesi, in due lustri, 57 milioni di euro, anche nel primo periodo della gestione Del Vecchio. Che però, all’inizio del 2013, avoca all’Ateneo la gestione degli appalti, dà lo stop agli affidamenti diretti e bandisce la prima gara pubblica per la manutenzione. Ad agosto però il Tar gliela boccia ma il dg, prima che il 2013 finisca, fa ricorso al Consip, quindi alla gara nazionale con un bando europeo. Subito dopo però parte l’esposto contro la Fondazione che mette in moto la Guardia di Finanza. Una grossa ditta del Nord Est nel frattempo vince la gara ma, carte alla mano, la spesa lievita da 1,9 a 3,2 milioni di euro e subisce anche un ulteriore aumento, che porta la cifra a 6 milioni, per l’estensione dell’appalto allo smaltimento rifiuti. Come si è espresso in questo caso il Cda dell’Ateneo visto che la spesa finita sott’accusa è triplicata? L’altra riflessione da fare è che l’inchiesta sulla Fondazione in realtà è un doppione.

Un’indagine fotocopia sull’house providing venne aperta dal pm Giuseppe Falasca ma finì con un nulla di fatto. Venne archiviata.(l.c.)