Fondi per le famiglie svantaggiate

L’assessora Amoroso: la città è capofila del piano Reset da 1,2 milioni di euro
LANCIANO. Il Progetto Reset per l'inclusione e l'aiuto alle famiglie in condizione di fragilità presentato dall'assessorato alle politiche sociali del Comune di Lanciano ha ottenuto un finanziamento regionale di 1.291.666,67 euro. A comunicarlo è stato direttamente l'assessore regionale Pietro Quaresimale che ha inserito l'intervento nell'ambito della programmazione 2014-2020 del Fondo Sociale Europeo. «Questi fondi», spiega entusiasta l'assessora Cinzia Amoroso, «serviranno per l’attivazione di percorsi individualizzati di accompagnamento al lavoro, ovvero tirocini di inclusione sociale (Tina), tirocini extracurriculari e borse lavoro per soggetti con disabilità psichica e mentale per oltre 150 individui e nuclei familiari svantaggiati e a rischio di esclusione. In questa prospettiva», prosegue, «abbiamo aderito al progetto Abruzzo Include 2, presentando il Progetto Reset. Una misura economica che tende ad affrontare le criticità derivanti dalle condizioni di povertà estrema e le conseguenti barriere di sviluppo all’autonomia personale e familiare per una partecipazione attiva alla vita sociale, economica e culturale attraverso il rafforzamento delle politiche di sostegno alle famiglie, specialmente quelle fragili. Come amministrazione di Lanciano e in collaborazione con i sindaci dell’Ambito sociale n. 11 Frentano», riferisce ancora l'assessora in quota Lega, «abbiamo deciso di cooperare con l’Ambito sociale n. 10 Ortonese, geograficamente più vicino, in modo da coprire una fetta importante di territorio. È la prima volta nella storia dell’amministrazione comunale di Lanciano che siamo comune capofila in un progetto complesso ed in partenariato pubblico-privato, finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Considero questo un grande risultato portato a casa da questa amministrazione».
La misura prevede la collaborazione con la Asl 2 Abruzzo, con il direttore Marco Alessandrini del Centro salute mentale di Chieti, e con enti privati del terzo settore quali cooperative, organismi di formazione e agenzie del lavoro accreditate. «Ritengo fondamentali queste collaborazioni», conclude Amoroso, «per fare rete e dare una risposta concreta alle persone svantaggiate. Ringrazio il settore servizi alla persona: il progetto soddisfa una platea molto ampia, dalle vittime di violenza nelle relazioni familiari e di genere e ai soggetti con disabilità psichica».
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