Formichetti: la gente mi vuole in Comune

29 Giugno 2019

Il dopo Di Primio, parla uno dei possibili candidati: «Mi chiedono di impegnarmi, io dico vedremo»

CHIETI. «Io non sono andato a parlare con nessuno», dice Maurizio Formichetti, «sono gli altri che sono venuti da me per chiedermi di impegnarmi e fare il sindaco di Chieti perché, probabilmente, mi vedono come una risorsa per la città. A tutte queste persone ho sempre detto: vedremo». Formichetti, funzionario della prefettura e fiduciario della Rcs per l’organizzazione del Giro d’Italia, prende tempo e lascia la porta aperta. È uno dei papabili per la poltrona di sindaco: tra un anno Chieti tornerà al voto e, complice il sindaco dimissionario, le manovre sono già in corso e si rincorrono le ambizioni di consiglieri e assessori. «Vedremo significa che una cosa è possibile», spiega Formichetti, «ma anche il contrario, cioè che non è possibile. È presto per dire cosa accadrà: a Chieti si voterà tra un anno e le scelte devono essere ponderate. Io dico sempre che il Giro d’Italia si vince all’ultima tappa». Ma la vittoria, e Formichetti lo sa, si costruisce fin dall’inizio, tappa dopo tappa: non si può accumulare ritardo e svegliarsi solo nel finale. Sarebbe troppo tardi. Ecco perché, in città, è già tempo di discussioni. «Io sono un semplice cittadino», dice Formichetti, «uno che ha lavorato sempre per Chieti pur non essendo un politico di professione, sia in ambito sportivo che culturale. E poi», sottolinea, «ho lavorato tanto nei Comuni come commissario. Quindi, ho la giusta esperienza, però», avverte, «io non ho mai parlato né con la politica attiva o né con presunte liste civiche. I cittadini, che hanno capito che non sono affatto una persona da mettere da parte, mi hanno chiesto di impegnarmi. Poi», continua, «ci si può impegnare come sindaco, come assessore o come consigliere. Anche questo si vedrà». Ma Formichetti fa anche un’altra premessa: «Chieti è un Comune importante ma, se le voci che girano fossero vere, è evidente che ci sarebbero delle forti criticità economiche: chi gestirà il Comune avrà quasi le mani legate. Prima di scegliere, dunque, è necessario capire lo stato delle finanze comunali».
Un altro che potrebbe scendere in campo è Fabrizio Di Stefano, passato alla Lega. In un post su Facebook, Di Stefano frena ma commenta così la possibilità: «Leggo con stupore il mio nome tra i pretendenti alla carica di sindaco. Evidentemente il giornalista lo ha dedotto dal mio attaccamento a questa città, che ho sempre dimostrato con atti concreti, non solo come politico ma anche come imprenditore. Così, l’aver evitato la chiusura della Casina dei Tigli, un altro pezzo di storia di Chieti che rischiava di scomparire, con un mio impegno diretto imprenditoriale, e l’aver organizzato a mie spese un calendario di 100 eventi per questa estate, (vista anche la carenza di proposte dell’amministrazione)». Di Stefano continua e lancia un messaggio: «Ognuno di noi può fare qualcosa per la città che ama senza dover per forza ambire a ricoprire un ruolo politico/amministrativo. Ci sono invece», sottolinea, «troppe altre persone che ambiscono a ricoprire ruoli politico-amministrativi, senza avere nemmeno idea di cosa poi si vuol fare per la città». (p.l.)