«Forse mio figlio poteva essere salvato»

Il papà del ragazzino chiede chiarezza sulle visite fatte a Milano dopo un malore alla fine di aprile
CHIETI. «Vogliamo capire cosa è successo, lo dobbiamo a noi e a tutti quelli che amavano Lorenzo». Corrado Verna, il papà del ragazzino morto a Francavilla mentre giocava a calcetto, chiede chiarezza sul decesso del figlio. «Lorenzo si era sentito male a Milano ad aprile», racconta al Corriere della Sera, «mentre giocava nel campetto dell’istituto Zaccaria con gli ex compagni della scuola media che aveva frequentato. Era stato portato subito nell’adiacente clinica De Marchi, e tenuto in osservazione tutta la notte. Mi è stato riferito anche che in quell’occasione è stato sottoposto a tutti gli esami di rito, a questo punto andrò a vedere le cartelle cliniche per capire cosa è accaduto e come mai non c’era un cardiologo a prescrivere un esame più approfondito. L’autopsia ha rilevato una malformazione congenita alle coronarie, che invece di essere separate erano unite, quindi nei momenti di maggiore sforzo poteva avvenire, come è avvenuto, un black out».
Il genitore fa presente che non c’erano state altre avvisaglie oltre a quelle di quattro mesi fa. «Lorenzo era un atleta, giocava a calcio da sempre», prosegue Corrado Verna, «quando era con la palla tra i piedi si sentiva bene, ma praticava anche altri sport come lo sci e il karate. Faceva controlli, anche autonomamente. Vorrei capire se, diagnosticata in tempo la sua patologia, Lorenzo si sarebbe potuto salvare».
Ora papà Corrado sta già pensando come ricordare suo figlio: «Voglio creare un’associazione che, nel nome di Lorenzo, aiuti altri ragazzi come lui. Lorenzo era generosissimo, umile e buono, non chiedeva mai niente ed era sempre disponibile con tutti».
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