Forte al fianco degli operai Ma la Ball resta chiusa

La vertenza di San Martino sulla Marrucina, il governatore Lolli: l’azienda è sorda L’arcivescovo si schiera: l’impresa ci ripensi, non ci sono motivi per trasferirsi
SAN MARTINO SULLA MARRUCINA . Non arrivano buone notizie per i lavoratori della Ball di San Martino sulla Marrucina. L’azienda chiude le porte a qualsiasi soluzione e va avanti nella procedura di licenziamento di 70 dipendenti che scadrà il giorno di Natale. Dopo la proposta di Giorgio Sorial, vicecapo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, che aveva indicato l’utilizzo della cassa integrazione per 12 mesi per aiutare i lavoratori, la multinazionale americana non indietreggia. «Abbiamo appreso dell’arrivo in Regione della lettera di Confindustria Chieti-Pescara, in nome e per conto della propria associata Ball Beverage Packaging, con la quale l’azienda dichiara che i termini della trattativa sindacale sono esperiti senza che le parti abbiano trovato una soluzione condivisa della vertenza». Lo rende noto il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli. «L’azienda prosegue sulla strada della sordità ad ogni richiamo di ragionevolezza», dice Lolli. «Tutta la procedura fin dall’inizio si è svolta con modalità e tempi totalmente irrispettosi prima nei riguardi dei lavoratori e delle loro famiglie e poi nei confronti delle istituzioni che avevano chiesto, responsabilmente, tempi necessari per costruire un percorso alternativo che salvasse il futuro dei lavoratori della Ball. Nel corso dell’ultimo incontro svolto al ministero lo scorso 15 novembre i rappresentanti dell’azienda si erano impegnati a effettuare ulteriori approfondimenti e a valutare proposte alternative, a partire dalla richiesta di cassa integrazione straordinaria in luogo del licenziamento collettivo. Di tutta risposta, ancor prima della nuova convocazione ministeriale, è arrivata la decisione dell’azienda di portare a termine la procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori. Voglio ricordare a tutti che la procedura di licenziamento scadrà esattamente il giorno di Natale. Ognuno», attacca Lolli, «può valutare l’etica sociale di questa azienda; dal canto nostro metteremo in campo tutti gli strumenti oppositivi e di denuncia contro tale scellerato comportamento che lascerà tante persone e relative famiglie senza un reddito adeguato».
Sulla delicata situazione interviene anche l’arcivescovo di Chieti Vasto, Bruno Forte, che invita «i responsabili della cosa pubblica e chiunque abbia possibilità imprenditoriali a non lasciare nulla di intentato per mantenere il lavoro nell’area toccata dalla crisi». «Unisco a quella di tanti la mia voce di pastore e padre, certo di interpretare l’intera chiesa locale di Chieti-Vasto», dice Forte, «per esprimere solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie e chiedere un opportuno ripensamento ai responsabili della società, tanto più che lo stabilimento è produttivo e gli argomenti per la chiusura non risultano convincenti. Incoraggio i lavoratori a non perdere la speranza e a chiedere a Dio la luce necessaria per continuare a impegnarsi sul possibile futuro dell'azienda». (g.g.)
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