Forza Italia protesta e diserta il consiglio

Comune in crisi, si torna in aula per il bilancio ma la seduta è a rischio. D’Ingiullo: «Manca l’accordo»
CHIETI. «Ci sono ancora dei dettagli da limare e, per questo, oggi non saremo presenti in aula». Marco D’Ingiullo, capogruppo di Forza Italia, annuncia così che il gruppo dei 5 ribelli del centrodestra oggi non parteciperà al consiglio sul bilancio. Non c’è pace nella maggioranza: si tenta l’accordo ma il braccio di ferro tra Forza Italia e il sindaco Umberto Di Primio, dimissionario dal 17 giugno scorso, va avanti.
È convocata alle 9 la seduta sul bilancio ordinata dal segretario generale Celestina Labbadia dopo la fumata nera dello scorso consiglio quando il sindaco si è ritrovato sotto e ha rassegnato le dimissioni per protesta. Ma anche oggi il consiglio potrebbe essere sciolto per mancanza del numero legale: la seconda convocazione è già fissata al 2 luglio (ore 9). «L’intenzione di raggiungere un accordo c’è», avverte D’Ingiullo, «ma se le trattative non dovessero andare in porto difficilmente saremo in consiglio anche martedì prossimo». È un muro contro muro.
Le richieste che Forza Italia considera tassative sono due: fuori l’assessore Carla Di Biase dalla giunta Di Primio e 48 assunzioni di precari alla Teateservizi, 20 subito e altri 28 tramite avviso pubblico. Del caso Di Biase dovranno parlare i coordinatori regionali dei due partiti chiamati in causa, Nazario Pagano di Forza Italia ed Etel Sigismondi di Fratelli d’Italia che ha appena accolto l’assessore. Invece, per la Teateservizi, ieri, c’è stato un incontro tecnico: hanno partecipato, con D’Ingiullo e Maurizio Costa, il vicesindaco Giuseppe Giampietro, gli assessori Maria Rita Salute ed Emilia De Matteo, Labbadia, l’avvocato comunale Patrizia Tracanna, l’amministratore unico dimissionario Giovanni D’Amico e il direttore generale Antonio Barbone. Forza Italia preme perché le assunzioni, con la trasformazione dei contratti a termine in indeterminati, arrivino prima del consiglio di martedì. «Dal punto di vista amministrativo», dice D’Ingiullo, «abbiamo quasi raggiunto l’obiettivo; dal punto di vista di politico, invece, si devono muovere ancora dei passi. Vedremo». (p.l.)

