Forza Italia, resa dei conti contro Di Primio e Di Biase

I 5 consiglieri puntano i piedi su Teateservizi, Marrucino e piano commercio Il sindaco non ci sta e si sospende dal partito: potrebbe cambiare ancora casacca
CHIETI. La resa dei conti ci sarà dopo le elezioni. Da domani, dunque, Forza Italia riprende il forcing contro il sindaco Umberto Di Primio. Ma la prima risposta del sindaco è già arrivata: si è autosospeso dal partito di Berlusconi. Un segnale forte dopo le polemiche a seguito della richiesta di far fuori dalla giunta l’assessore al commercio Carla Di Biase. Il gruppo consiliare, capitanato dal capogruppo Marco D’Ingiullo, continua però a puntare il dito contro la Di Biase. Dalla lite tra la consigliera forzista Maura Micomonaco e la Di Biase sulla localizzazione delle giostre di San Giustino, è partito un braccio di ferro tra il sindaco e il suo partito fatto di incontri saltati (a due riunioni di maggioranza i cinque di FI non si sono presentati), ricorsi ai vertici regionali e nervi tesi. Il gruppo consiliare minaccia di non votare il bilancio di previsione che andrà in aula il 3 giugno. I cinque appaiono coesi: oltre a D’Ingiullo e Micomonaco ci sono anche Emiliano Vitale, Maurizio Costa e Betta Fusilli. Senza di loro il bilancio non passa. Mentre per Di Primio riprendono a girare le voci che lo vogliono vicino a Fratelli d’Italia.
LE 5 RICHIESTE DEI FORZISTI. Il gruppo consiliare non ha presentato emendamenti al bilancio, ma ha presentato controdeduzioni al Dup, il Documento unico di programmazione che indirizza il bilancio stesso. Cinque le richieste: no al maxi taglio ipotizzato per Teateservizi, più soldi al Marrucino, più cura delle case popolari, indagini accurate per verificare la pericolosità della frana sul versante di via Gran Sasso e infine il varo del piano commercio, da tempo in fase di stallo.
IL TAGLIO A TEATESERVIZI. Sul taglio dell’aggio (ossia il compenso che il Comune dà alla società pubblica per l’attività di riscossione) il sindaco si è detto disposto a trattare. Soprattutto per evitare di mandare a casa il personale. Dalla prima ipotesi di tagliare due punti percentuali di aggio, il sindaco ha deciso per un taglio di un solo punto. A Teateservizi va un aggio del 3% sulla riscossione dell’Imu e del 3,20% sul resto delle entrate tributarie ed extratributarie. Di Primio avrebbe voluto portare l’aggio all’1%, vale a dire circa 500mila euro in meno all’anno, poi ha deciso di portarlo al 2% sia per l’Imu che per il resto della riscossione. Nell’ipotesi di delibera da presentare in consiglio si scrive che questo tipo di riduzione dell’aggio «non incide in modo negativo sull’equilibrio del piano finanziario, in quanto alle minori entrate di aggio, farà seguito una più accentuata e migliorata capacità di riscossione da parte della società pubblica sul versante della riscossione coattiva e da accertamento, nonché della minore spesa derivante dalla diversa organizzazione dei servizi affidati». In realtà, l’unica cosa che potrebbe davvero compensare le minori entrate, sarebbe l’assunzione dei precari: grazie a sgravi Irap la società potrebbe risparmiare circa 150mila euro all’anno. FI, però, aveva chiesto di non scendere oltre il 2,20%.

