Fossacesia. Diomede, in coma per un pugno: l’aggressore 19enne pratica Mma

Il 50enne, picchiato dal giovane atleta di arti marziali miste, difendeva il figlio da una lite
FOSSACESIA
Due gruppi di ragazzi che discutono accesamente e un papà che, allertato in piena notte, accorre e cerca di capire cosa sta succedendo. Tira forse uno schiaffo al ragazzo che sta aggredendo i suoi figli e riceve in cambio un pugno, ben assestato, alla mandibola. Un colpo violentissimo che lo manda a terra e poi in coma. Da due giorni lotta fra la vita e la morte Diomede Barchiesi, 50 anni, originario di Altino e residente a Lanciano, dipendente di Stellantis Atessa e grande sportivo. A sferrare quel pugno micidiale, che ha appeso la sua vita a un filo sottilissimo, è un diciottenne di Fossacesia, M.M., che pratica Mma (arti marziali miste). Al momento è indagato per lesioni personali aggravate, ma la sua posizione potrebbe peggiorare insieme alle condizioni, purtroppo già molto critiche, dell'operaio.
LA DINAMICA
L'episodio che da due giorni sta indignando e tenendo col fiato sospeso due comunità è avvenuto intorno alle 4.15 di domenica 9 agosto, sul lungomare di Fossacesia. Da poco più di un’ora i locali della movida hanno spento le luci su una calda serata fatta di musica e adrenalina. Barchiesi si trova insieme alla moglie nel camper di famiglia parcheggiato in uno spiazzo poco distante. La coppia ha deciso di trascorrere la notte a Fossacesia marina per stare vicino ai due figli minorenni che partecipano a un evento in un locale della riviera. Successivamente i ragazzi si intrattengono con i coetanei sul lungomare. È intorno alle 4 del mattino che dal parcheggio antistante il locale arrivano urla femminili, riconducibili alla figlia 16enne della coppia. Quando moglie e marito arrivano nel parcheggio di fianco al complesso ex Baya Verde, si è già consumata una accesa lite tra ragazzi, a cui partecipano sia maggiorenni che minorenni.
Spinte, strattoni e parole grosse che volano per motivi ancora tutti da chiarire. «Mia figlia era agitata, diceva di essere stata aggredita verbalmente da un ragazzo», ha raccontato al Centro Anna Maria Di Caro, moglie di Barchiesi, «mio figlio aveva la maglia completamente strappata». Di fronte a questa scena, papà Diomede cerca di capire, chiede spiegazioni, forse colpisce l’aggressore con uno schiaffo. In risposta, riceve però un colpo violentissimo, un pugno che lo manda a terra e gli fa sbattere il capo sull’asfalto.
LE INDAGINI
Mentre scattano i soccorsi del 118 di Atessa, per il papà cinquantenne, le cui condizioni appaiono subito gravissime, sul posto intervengono i carabinieri della stazione di Fossacesia e i colleghi del comando di Ortona. I presenti vengono sentiti al momento, di notte, per strada. Ci sono sia i ragazzi, sei o sette, che erano presenti al momento del diverbio, sia passanti che hanno prestato i primi soccorsi. Saranno tutti risentiti nei prossimi giorni dai militari, coordinati dal sostituto procuratore di Lanciano, Elena Belvederesi, titolare del fascicolo, per fare piena luce sull’episodio di domenica notte. La dinamica, come ricostruita nei momenti successivi all’aggressione, è al vaglio degli inquirenti. Nel frattempo sono state acquisite anche le telecamere di videosorveglianza, in realtà poche e poco centrate rispetto alla zona dell’aggressione, presenti in questo tratto di lungomare. Le immagini saranno messe a confronto con le testimonianze raccolte per arrivare a ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto ed accertare le responsabilità.
L'INDAGATO
Per M.M., che ha sferrato il pugno micidiale, è scattata d’ufficio la denuncia. L’ipotesi di reato a suo carico al momento è quella di lesioni personali aggravate, ma la sua posizione potrebbe aggravarsi se dovesse succedere l'irreparabile. Il ragazzo, 18 anni (19 da compiere entro l’anno), pratica arti marziali e boxe, in particolare l’Mma, una disciplina da combattimento nota alle cronache perché praticata anche dai fratelli Marco e Gabriele Bianchi, condannati per il brutale omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto a Colleferro (Roma) nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020. Dopo aver colpito Barchiesi, il diciottenne non si è allontanato, è rimasto sul posto ad attendere l’arrivo dei soccorsi.
«FORZA DIOMEDE»
È un mare di messaggi di incoraggiamento e solidarietà quello che ha invaso i social e sta raggiungendo i familiari di Barchiesi, in particolare la moglie e i tre figli. «Dai Fratellì, ne hai scollinate tante di salite», scrive Andrea Mascitti, «anche questa ti girerai a guardarla». «Siamo tutti con te, la tua forza è più grande di qualsiasi ostacolo. Non smettere di lottare», è l’appello degli amici della società Ciclistica L’Aquila, in cui il 50enne milita. Diomede viene descritto come una persona perbene, di cuore, sempre sorridente e disponibile, padre e marito esemplare. «Diomede tutta Lanciano, tutto l’Abruzzo, tutta l'Italia è con te», si fa portavoce di un sentimento collettivo Francesco “Kingo” Paone, «ne uscirai alla grande, ma devi lottare con tutte le tue forze. Ti siamo vicini».
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