Fotocopie e pratiche edili Stangata sulle tariffe

La giunta Di Primio ritocca al rialzo tutti gli importi per gli accessi agli atti E per i consulenti tecnici arriva il costo fisso a 100 euro, Febo: cifra troppo alta
CHIETI. Stangata sulle fotocopie e sui diritti di segreteria: d’ora in poi, per visionare «ogni singola pratica edilizia» si devono pagare fino a 100 euro di tasse. Il Comune con i conti in rosso, costretto ad accendere un nuovo prestito da 5 milioni per pagare i debiti con le imprese dei rifiuti e della mensa scolastica, aumenta «le tariffe da corrispondere per i diritti di ricerca e riproduzione copie». A stabilirlo è una delibera della giunta del sindaco Umberto Di Primio che ritocca al rialzo i costi che erano stati rivisti già nel 2014. Dopo 5 anni dall’ultimo adeguamento, arriva una mazzata.
Chi ci rimette sono soprattutto i professionisti, a partire da architetti e ingegneri, che svolgono gli incarichi di consulenti tecnici d’ufficio (ctu): «L’espletamento delle attività inerenti la visura di pratiche avanzate dai ctu», dice la delibera, «comporta un notevole dispendio di tempo da parte delle risorse umane con impegnativa attività di ricerca, istruzione e definizione da parte del personale comunale». E visto che «le attività dei ctu risultano essere prestazioni professionali e in quanto tali sono remunerate» e «tenuto conto che sono notevolmente aumentate le richieste», sindaco e assessori introducono «a voti unanimi» la tariffa di 100 euro: «Un importo forfettario, equo e non esoso», così dice la delibera.
«I diritti di conservazione sono pagati in tutto il mondo e questi aumenti sono dovuti», dice l’assessore all’urbanistica Mario Colantonio, «l’attività di ricerca e copia dei documenti provoca un notevole dispendio di tempo per i dipendenti comunali, quindi, se il Comune sopporta dei costi questi devono essere ripagati dai cittadini che ottengono un servizio». L’assessore predica la «logica del buon senso: oggi ancora più che in passato bisogna stare attenti alle spese». Significa basta sprechi e niente favori. Neanche una fotocopia che, adesso, arriva a costare 25 centesimi nel formato A4 oppure 50 per il formato A3.
Questi gli altri importi: i diritti di ricerca per le pratiche custodite negli archivi dell’urbanistica in viale Amendola passano da 10 a 30 euro; per l’archivio storico di via Ianni da 30 a 50 euro; 30 euro per le pratiche conservate a Loreto invece dei precedenti 20 euro; un accesso agli atti che comporta la ricerca negli archivi comunali senza riferimenti o dati certi costa 100 euro. E il Comune fissa anche la regola contro i “furbetti”: «Le richieste di accesso devono essere accompagnate, al momento del deposito, dalla ricevuta del versamento della somma per diritti di ricerca, pena rifiuto di accettazione della stessa».
«Siamo pronti a proporre una modifica», dice il consigliere Luigi Febo (Chieti per Chieti, appena eletto nel Pd all’assemblea nazionale), «per introdurre la possibilità di evadere gli accessi agli atti anche via pec, a costo zero per il Comune. In tal caso, resterebbe da pagare solo il diritto di ricerca. Nelle nuove tariffe, però», dice Febo, «ci sono parametri troppo esosi: nel 2015, a livello nazionale, è stato fissato a 20 euro il costo equo: ecco perché 50 o 100 euro sono troppo».

