Fotovoltaico, assolti in 7 da reati ambientali e falso

9 Gennaio 2019

Pizzoferrato. Si chiude senza condanne l’inchiesta sull’impianto di Piana del Mulino Per l’ex sindaco Tarantini e il tecnico comunale Bucci «il fatto non sussiste»

PIZZOFERRATO. Assolti con formula piena l’ex sindaco Nicola Tarantini, l’ingegnere comunale Dante Bucci e gli altri 5 imputati del processo per l’impianto fotovoltaico realizzato in località Piana del Mulino e denominato “Vigne e Turchi”. Esce tra le lacrime di gioia l’ex sindaco Tarantini dopo la sentenza pronunciata dal giudice Andrea Belli che lo ha assolto, perché il fatto non sussiste, dall’accusa di presunti reati ambientali e urbanistici per la costruzione di un impianto fotovoltaico in area sottoposta a vincoli smantellando un’area sportiva, impianto che è stato anche dissequestrato con la sentenza (i lucchetti c’erano dal 2014). Assolti con il sindaco, anche Faustino Romolo Ferrazzi, 70 anni, di Varese, presidente della società AgriEnergie che ha realizzato gli impianti; Donato Nei, 64 anni, amministratore AgriEnergie; Michele Lo Buono, 42 anni, presidente AgriEnergie Turchi; Rocco Iacovera, 37 anni, presidente AgriEnergie Vigne, tutti di Potenza come Francesco Piturro, 52 anni, direttore dei lavori e Dante Bucci 49 anni responsabile ufficio tecnico Pizzoferrato. Quest’ultimo rispondeva di falso per aver attestato l’esistenza di autorizzazione paesaggistica e la conformità agli strumenti urbanistici.
Secondo l’accusa gli altri 6 imputati avrebbero costruito, alla fine del 2012, un impianto fotovoltaico da due megawatt in una zona sottoposta a vincoli, senza autorizzazione della Sovrintendenza e smantellando un’area sportiva di dieci ettari, attrezzata per la valorizzazione del fiume Sangro e realizzata precedentemente con soldi pubblici. Non solo: avrebbero anche fatto risultare che erano due gli impianti da un mega watt l’uno e contigui tra loro. Ciò per beneficiare della procedura semplificata (Pas) ed evitare di sottoporre le opere alla Via (Valutazione di impatto ambientale) regionale e a procedure più complesse e lunghe nella ricerca e nell’ottenimento delle autorizzazioni.
Invece tutte le procedure seguite erano regolari, come attestato dal giudice che li ha assolti. «Siamo sempre stati convinti della correttezza dell’operato», dice l’avvocato Antonio Menna, che rappresenta l’ex sindaco Tarantini, «del rispetto delle leggi nazionali ed europee mai aggirate. Questa assoluzione piena lo conferma». «Si chiude una vicenda che ha bloccato anche professionalmente il mio assistito per 7 anni», spiega l’avvocato Luigi Ciccarelli che difendeva l’ingegnere Bucci, «senza che abbia commesso alcun atto falso».
Sentenza accolta con favore anche dagli altri imputati e dagli avvocati Michele Di Toro, Domenico Scazzariello e Maria Antonietta Ginestra. (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .